Tu Non Sei Governato: Sei Coscienza in Azione
C'è stato un tempo in cui l'universo era popolato da Dei consapevoli. Non entità onnipotenti e distanti, ma coscienze di Sé. Il vento aveva un nome, la pioggia un'intenzione, la roccia un destino. Ogni cosa era viva. Non perché lo dicesse una religione, ma perché lo sentivi nel corpo. In quel battito lento tra la terra e il cielo, in cui la vita si faceva respiro.
Poi arrivò il Dio Monoteista che comanda. Quello che tutto vede, tutto giudica, tutto punisce. Un Dio che parla dall'alto, che non si sporca le mani, che ti chiede obbedienza ma non ti ascolta. Quel Dio è un costrutto politico, non una verità spirituale. Nasce per amministrare il potere, non per far crescere la coscienza.
Il passaggio è questo: Da una spiritualità fatta di relazione e risonanza, a una religione fatta di imposizione e controllo. Da una Terra viva e divina, a un cielo freddo e inaccessibile. Da un corpo come soglia, a un corpo da redimere.
"Non c'è qualche cosa di collettivo che si cala in me (organicismo), ma sono io che trasformandomi sedimento la mia coscienza con altre coscienze. [...] Sono io che stabilisco i mutamenti e la direzione del mutare." — Claudio Simeoni
Questa frase è la chiave di volta. Dice che non sei un contenitore da riempire, ma una coscienza che si costruisce nel tempo, con le proprie scelte, il proprio corpo, il proprio ascolto.
Ed è qui che ritorna la verità più dimenticata: la spiritualità non è ricevere, è risuonare.
Quando qualcuno parla di "frequenze", di "vibrazioni", di "strumenti energetici", dimentica che non è la frequenza che ti salva, ma la tua apertura a sentirla. Le balene comunicano con infrasuoni. I pipistrelli con ultrasuoni. Tu con sguardi, silenzi, micro-movimenti. Se non hai l'organo percettivo o la mappa simbolica, quella frequenza non esiste per te.
E se non esiste per te... è come se non esistesse affatto.
Uno strumento simbolico non è un miracolo. È un invito. A entrare in contatto con un punto del corpo, e vedere se qualcosa risuona. Se non c'è ascolto, resta un adesivo. Se c'è apertura, può diventare una soglia. Ma non sarà mai la stessa per tutti. Perché ognuno ha la sua porta, la sua chiave, il suo Dio interiore da riconoscere.
E allora capisci perché le antiche culture parlavano con gli alberi, offrivano parole al vento, danzavano con la pioggia. Non era superstizione: era relazione simbolica con il mondo. Era consapevolezza che tutto ci parla, ma solo se impariamo a sentire.
Non c'è un Dio da cui dipendere. C'è una divinità da costruire. Dentro. Ogni giorno.
La nuova spiritualità non verrà da nuove chiese, nuovi dogmi o nuove frequenze da vendere. Verrà dalla capacità di tornare a essere Dei consapevoli: non perfetti, ma presenti. Capaci di percepire. Di scegliere. Di mutare.
Non è la frequenza a guarirti. Sei tu che, tornando in risonanza con te stesso, diventi la tua medicina.
E forse, a quel punto, non c’è più bisogno di un Dio che governi.
Perché ogni essere, nel divenire coscienza di Sé, non obbedisce al sacro — lo incarna.
E allora la divinità non domina più. Vive. Agisce. Si trasforma. In ognuno di noi.
RICORDATI
“Non hai bisogno di credere in un Dio che sta fuori da te, che comanda da un altare o da un cielo qualunque.
Hai bisogno di riconoscerti come una coscienza viva, capace di trasformarsi, sentire, mutare direzione. Questo è il vero sacro: non adorare, ma risuonare.
Il resto — dogmi, riti imposti, parole incise nella pietra da altri — è marketing religioso, costruito per farti dimenticare che puoi evolverti senza inginocchiarti.
E uno strumento simbolico — che sia un Adesivo Vibrante, un Gesto, una Parola, un punto sul Corpo — non è un miracolo. Non agisce al posto tuo.
È un invito. Un’occasione per entrare in risonanza con ciò che sei. Ma se non c’è apertura, se non c’è presenza, resta un adesivo senz’anima. Come una porta bellissima mai attraversata.
Il potere non è nello strumento. È in te, quando smetti di delegare e cominci a sentire davvero.”
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