La frase che ogni cittadino del mondo dovrebbe poter dire alla guerra.

DON’T STAND SO CLOSE TO ME

La frase che ogni cittadino del mondo dovrebbe poter dire alla guerra

«La guerra è una cosa che nessuno desidera, ma che tutti devono essere pronti a evitare.»
— Erasmo da Rotterdam, Lamento della pace (1517)

Una delle canzoni più belle dei Police è DON’T STAND SO CLOSE TO ME, che racconta la storia di un giovane insegnante alle prese con una situazione di attrazione proibita e tensione psicologica con una studentessa molto più giovane. Ma oggi, ascoltando quelle parole, potremmo anche leggerle in un modo completamente diverso, pensando a quello che ogni giorno ci arriva dagli schermi dei nostri televisori. Potremmo immaginare che quel DON’T STAND SO CLOSE TO ME sia rivolto proprio alla guerra.

Non avvicinarti così tanto a me. Non entrare nella mia casa, nelle mie paure, nei miei pensieri, nelle conversazioni con la mia famiglia. Io sono un cittadino, ho una vita normale, i miei affetti, il mio lavoro, i miei progetti e le mie preoccupazioni quotidiane. Non portare la guerra così vicino a noi da trasformare la nostra vita quotidiana in una parte della guerra. Perché una cosa è sapere che da qualche parte nel mondo esiste una guerra, un'altra è cominciare a sentirla sempre più vicina, fino a quando quella distanza che ci faceva sentire al sicuro sembra improvvisamente non esserci più.

E c'è un particolare della canzone che rende questo accostamento ancora più curioso: “DON’T STAND SO CLOSE TO ME” viene ripetuto continuamente, quasi ossessivamente. Una frase che torna, torna ancora e poi ancora, proprio come certe parole, certe immagini e certe paure che entrano ogni giorno nelle nostre case attraverso i telegiornali. E allora quella vecchia frase dei Police, nata per raccontare tutt'altra storia, potrebbe assumere oggi un significato nuovo e quasi inquietante. DON’T STAND SO CLOSE TO ME. Non avvicinarti così tanto. Perché forse, davanti a ciò che continuamente ci viene raccontato, la domanda non è soltanto quanto sia lontana una guerra, ma quanto vicino vogliamo permettere che arrivi alla nostra vita.

Forse è proprio questo il punto più interessante: quanto può cambiare il significato di una frase quando cambia il contesto in cui la ascoltiamo? DON’T STAND SO CLOSE TO ME nasce per raccontare una relazione completamente diversa, eppure oggi quelle parole possono risuonare dentro una realtà che conosciamo tutti. Perché la distanza dalla guerra non è fatta soltanto di chilometri. È anche fatta di quanto spazio le permettiamo di occupare nei nostri pensieri, nelle nostre paure e nella nostra quotidianità. E quando una frase viene ripetuta così tante volte da diventare quasi un'ossessione, forse vale la pena fermarsi ad ascoltarla davvero: DON’T STAND SO CLOSE TO ME. Non avvicinarti così tanto da farmi dimenticare che, prima ancora di essere spettatore di una guerra, sono una persona che vuole semplicemente vivere la propria vita.

«Non vi è via alla pace: la pace è la via.»
— A. J. Muste, Una discussione tra guerra, dittatori e pacifismo (1942)

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