STAI LEGGENDO, MA COSA STAI SENTENDO?
Mentre leggi queste parole, qualcosa dentro di te sta già accadendo. Ma quanto te ne accorgi?
Ogni giorno attraversi centinaia di situazioni senza fermarti a considerare una cosa apparentemente banale: stai continuamente provando delle sensazioni. Non soltanto quando sei felice, arrabbiato, preoccupato o emozionato. Anche adesso, mentre leggi questo articolo, il tuo corpo sta ricevendo informazioni e la tua mente sta elaborando ciò che incontra. Sei seduto, hai una certa posizione del corpo, senti il contatto con la sedia, percepisci la temperatura dell'ambiente, forse avverti una tensione muscolare o una particolare sensazione allo stomaco. Probabilmente non hai iniziato a leggere pensando a tutto questo. Eppure, se per qualche secondo porti l'attenzione su di te, potresti accorgerti che qualcosa c'era già.
Quella sensazione, allora, è comparsa nel momento in cui hai iniziato a cercarla? Oppure era presente anche prima e semplicemente non la stavi considerando? La domanda è interessante perché ti porta a distinguere due cose che nella vita quotidiana tendiamo a confondere: provare una sensazione e accorgersi di una sensazione. Non sono necessariamente la stessa cosa. Puoi avere il corpo in una determinata condizione senza che quella condizione diventi immediatamente protagonista della tua esperienza.
MENTRE LEGGI, LA TUA ATTENZIONE SI SPOSTA
Continui a leggere e, intanto, potrebbe essere successo qualcosa di curioso. Una frase ti ha fatto venire in mente una persona, una parola ti ha ricordato qualcosa accaduto oggi, oppure hai pensato per un istante a quello che dovrai fare più tardi. Non hai smesso di essere seduto davanti al computer, eppure una parte della tua esperienza si è spostata altrove. Sei qui, ma contemporaneamente puoi ricordare ciò che è accaduto qualche ora fa, anticipare ciò che succederà dopo o costruire mentalmente una situazione che in questo momento non esiste.
E quando un pensiero arriva, non sempre rimane soltanto un pensiero. Se richiami alla mente qualcosa che ti ha fatto stare bene, potresti accorgerti di una sensazione piacevole; se invece torni con il pensiero a una situazione che ti ha infastidito, potresti percepire una tensione, un cambiamento del respiro o una sensazione diversa nel corpo. L'episodio non sta accadendo nuovamente davanti a te, ma il suo ricordo può comunque entrare nella tua esperienza presente.
William James, parlando della coscienza, utilizzò l'immagine del “flusso di pensiero”, sottolineando come l'esperienza cosciente non sia composta da elementi completamente isolati, ma da un continuo scorrere di contenuti.
William James — The Principles of Psychology (1890)
Quello che stai vivendo mentre leggi può essere visto proprio così: non una fotografia immobile, ma qualcosa che cambia continuamente mentre passi da una percezione a un pensiero, da un pensiero a un ricordo e da un ricordo nuovamente a ciò che hai davanti.
QUANDO IL PENSIERO ENTRA NEL CORPO
Prova ora a richiamare alla mente un episodio preciso di oggi. Non devi necessariamente scegliere qualcosa di importante. Pensa semplicemente a una conversazione, a una persona che hai incontrato, a qualcosa che hai fatto questa mattina. Mentre lo ricordi, osserva se cambia qualcosa nel modo in cui ti senti.
Potresti non notare nulla, oppure potresti accorgerti di una piccola variazione. Forse cambia l'espressione del viso, compare una sensazione piacevole, aumenta leggermente la tensione o ti accorgi maggiormente del battito del cuore. Non significa che ogni sensazione sia prodotta da un pensiero: il tuo organismo funziona continuamente e risponde a moltissimi stimoli. Ma significa che ciò che rappresenti mentalmente può partecipare a ciò che stai vivendo fisicamente.
È una distinzione importante. Non siamo costretti a scegliere tra “la sensazione viene dal corpo” e “la sensazione viene dalla mente”. Nella nostra esperienza concreta, corpo e attività mentale si influenzano continuamente.
Antonio Damasio ha dedicato una parte importante del suo lavoro proprio al rapporto tra organismo, emozioni e sentimenti, mostrando quanto la nostra esperienza cosciente sia legata a ciò che accade nel corpo.
Antonio Damasio — Looking for Spinoza: Joy, Sorrow, and the Feeling Brain (2003)
Quindi, mentre sei seduto e leggi, puoi contemporaneamente avere una sensazione corporea, un pensiero sul presente, un ricordo del passato e magari un'anticipazione del futuro. Non sono compartimenti separati: fanno parte della stessa esperienza che stai vivendo in questo momento.
QUANDO TI ACCORGI DI QUELLO CHE SENTI
C'è però un passaggio ancora più interessante. Immagina di avere una leggera tensione alle spalle senza averci mai fatto caso. Continui a leggere e quella tensione rimane sullo sfondo. Poi, improvvisamente, ti chiedi: “Come sono le mie spalle in questo momento?”. La tua attenzione si dirige verso quella parte del corpo e la sensazione diventa più evidente.
Non è detto che tu abbia creato la tensione semplicemente osservandola. Potrebbe esserci stata già. Quello che è cambiato è il rapporto che hai con essa: prima non occupava la tua attenzione, adesso sì.
È un po' come quando entri in una stanza e dopo qualche minuto ti accorgi del rumore di un apparecchio che era già acceso. Non è necessariamente il rumore ad essere comparso; sei tu che hai cominciato a distinguerlo dall'insieme degli altri stimoli.
Anche l'attenzione, quindi, contribuisce a determinare ciò che diventa maggiormente presente nella tua esperienza. William James lo sintetizzava con una frase diventata celebre:
“La mia esperienza è ciò a cui accetto di prestare attenzione.”
William James — The Principles of Psychology (1890)
Non significa che ciò a cui non presti attenzione smetta di esistere. Significa che ciò che porti al centro della tua attenzione può assumere una presenza completamente diversa.
E QUANDO CERCHI DI DARE UN SIGNIFICATO A QUELLA SENSAZIONE?
Supponiamo che tu abbia notato quella tensione. Puoi limitarti a riconoscerla oppure iniziare a chiederti perché sia comparsa. “Sono stanco?”, “Sono preoccupato?”, “C'è qualcosa che non va?”. Nel momento in cui inizi a interpretarla, la sensazione non è più soltanto una sensazione: diventa qualcosa a cui stai attribuendo un significato.
E quel significato può influenzare nuovamente il modo in cui la vivi. Se interpreti una sensazione come qualcosa di normale e passeggero, potresti continuare tranquillamente quello che stavi facendo. Se invece la interpreti come un segnale preoccupante, potresti concentrarti ancora di più su di essa e accorgerti di particolari che prima non consideravi.
A questo punto puoi vedere quanto sia difficile stabilire un'unica direzione. Non è sempre “prima penso e poi sento”. A volte senti qualcosa, te ne accorgi, ci pensi, gli attribuisci un significato e quel pensiero modifica nuovamente ciò che senti.
Il filosofo e psicologo John Dewey descriveva l'esperienza come qualcosa di dinamico, nel quale organismo e ambiente non possono essere considerati completamente separati.
John Dewey — Experience and Nature (1925)
Ed è esattamente ciò che puoi osservare su di te senza bisogno di fare esperimenti complicati: mentre leggi, qualcosa cambia; mentre presti attenzione, qualcosa diventa più evidente; mentre pensi a ciò che senti, puoi modificare il modo in cui lo stai vivendo.
TORNA A TE, PROPRIO ADESSO
Per qualche secondo lascia perdere tutto quello che hai letto finora e torna semplicemente alla tua esperienza.
Sei ancora davanti allo schermo. Ma adesso sai che mentre leggi non esiste soltanto il contenuto dell'articolo. C'è anche il tuo corpo, ci sono le sensazioni che attraversano quel corpo, ci sono i pensieri che compaiono e scompaiono, ci sono ricordi che possono riaffiorare e c'è la tua attenzione, che continuamente decide — spesso senza che tu te ne accorga — cosa portare in primo piano.
Forse in questo momento senti qualcosa che non avevi notato all'inizio dell'articolo. Forse hai scoperto che stai stringendo leggermente la mascella, che hai una spalla più contratta dell'altra o che il tuo respiro è cambiato. Oppure non hai notato assolutamente nulla. Anche questo fa parte dell'esperienza.
La cosa importante non è trovare una risposta corretta. È accorgerti che mentre vivi una situazione, contemporaneamente la stai anche percependo, interpretando e sentendo.
E allora puoi tornare alla domanda da cui siamo partiti.
Stai leggendo, ma cosa stai sentendo?
Forse, per la prima volta oggi, ti sei fermato abbastanza a lungo da accorgertene.
CONTROBATTERE
Riflessioni oltre il pensiero comune
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