Le Frasi Indiscutibili Non Producono Conoscenza

Le Frasi Indiscutibili Non Producono Conoscenza

"Una frase che non può essere confutata non è pensiero. È una posizione che non accetta verifica."

Perché Controbattere non pubblica verità indiscutibili

Il problema non è avere torto

Il problema è non poter essere smentiti

La maggior parte dei contenuti online non cerca di essere vera.
Cerca di essere inattaccabile.

Frasi costruite per non poter essere confutate.
Affermazioni che non descrivono nulla, ma che suonano “giuste”.
Enunciati che non rischiano mai di cadere.

Questo non è pensiero.
È immunizzazione.

Come mostra Congetture e confutazioni di Karl Popper, una teoria ha valore solo se può essere smentita. Se non rischia mai di essere falsa, non sta producendo conoscenza.

Come si riconosce una frase che non vale nulla

Una frase inutile ha sempre una di queste caratteristiche:

  • non specifica quando

  • non specifica dove

  • non specifica in che condizioni

  • non indica cosa la renderebbe falsa

Esempio tipico:

“Ognuno crea la propria realtà.”

Bella.
Profonda.
E impossibile da confutare.

Quindi: inutile.

Carl Sagan, in Il mondo infestato dai demoni, descrive come le affermazioni vaghe o inattaccabili sopravvivano proprio perché non indicano mai cosa le renderebbe false.

La differenza tra pensiero e slogan

Uno slogan funziona perché:

  • non rischia

  • non si espone

  • non chiede verifica

Il pensiero, invece:

  • accetta di essere attaccato

  • accetta di essere smentito

  • accetta di non funzionare sempre

Controbattere non lavora con slogan.
Lavora con frasi che possono cadere.

Se non possono cadere, non servono.

Se non può essere confutata, una frase non informa: impone.

Perché le frasi indiscutibili sono pericolose

Una frase che non può essere confutata:

  • non apre dialogo

  • non produce conoscenza

  • non migliora chi legge

Produce solo una cosa: autorità.

E ogni volta che qualcuno scrive una frase che non può essere smentita,
sta chiedendo implicitamente:

“Accettala così.”

Controbattere rifiuta questo meccanismo.

In La struttura delle rivoluzioni scientifiche, Thomas S. Kuhn mostra che le teorie resistono alle confutazioni finché diventano sistemi di difesa. È in quel momento che smettono di far avanzare la conoscenza.

Il criterio editoriale più semplice possibile

Prima di pubblicare una frase, qui si fa una sola domanda:

In quali condizioni questa frase sarebbe falsa?

Se non c’è risposta:

  • la frase non viene migliorata

  • non viene spiegata

  • viene tolta

Non perché sia “sbagliata”.
Ma perché non serve.

Perché questo rende il sito più forte, non più debole

Molti pensano che esporsi renda vulnerabili.
È vero il contrario.

Un contenuto che può essere confutato:

  • è più onesto

  • è più leggibile

  • è più rispettabile

  • dura di più

Un contenuto indiscutibile dura solo finché nessuno lo guarda davvero.

Qui non si cercano seguaci

Qui si cercano attriti

Controbattere non vuole essere condiviso perché “suona giusto”.
Vuole essere discusso perché regge o cade.

Se cade, meglio così.
Vuol dire che qualcosa è stato visto.

Qui le frasi o reggono una confutazione, o non entrano.

In La scienza dell'incredibile, Massimo Polidoro mostra come molte affermazioni apparentemente profonde resistano perché non sono mai formulate in modo da poter essere smentite.

La regola che non verrà mai violata

Non pubblicheremo mai frasi:

  • che non possono essere testate

  • che non possono essere negate

  • che non possono essere messe in crisi

Perché una frase che non rischia nulla
non aggiunge nulla.

Riflessione

Se una frase non può essere confutata,
non è pensiero.

È decorazione.

E qui, la decorazione non serve.

"Una frase che non rischia di cadere non aggiunge conoscenza.
Aggiunge solo autorità."

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