La Propaganda dei Cretini
Perché l’urgenza non informa. Attiva.
«La propaganda non crea il problema.
Crea l’urgenza di intervenire.»
La propaganda dei cretini non crea il problema.
Crea l’urgenza di intervenire.
Non nasce per spiegare.
Non nasce per chiarire.
Non nasce nemmeno per convincere nel senso classico.
Nasce per produrre una sola cosa:
una reazione.
Come mostra Propaganda: The Formation of Men’s Attitudes di Jacques Ellul, la propaganda non lavora sulla comprensione, ma sulla predisposizione alla reazione.
E quando una comunicazione produce reazione, non sta più parlando alla comprensione.
Sta parlando a un sistema.
Quando l’urgenza sostituisce il significato
Un sistema non distingue tra vero e falso.
Distingue tra ciò che richiede intervento e ciò che può essere ignorato.
In Necessary Illusions, Noam Chomsky descrive come i sistemi informativi democratici producano consenso non spiegando, ma orientando ciò che richiede intervento.
La propaganda dei cretini funziona tutta qui:
trasforma qualsiasi segnale in qualcosa che non può essere lasciato stare.
Non importa cosa dica.
Importa cosa chiede al corpo.
Robert B. Cialdini, in Influence: Science and Practice, mostra come l’urgenza e la scarsità attivino risposte automatiche, prima di qualsiasi valutazione razionale.
“Devi fare qualcosa.”
“Non puoi rimandare.”
“Se non agisci ora, resti indietro.”
“Se non intervieni, succede qualcosa.”
Il contenuto può cambiare.
La struttura no.
Il grande equivoco: il problema non è il messaggio
Chi critica la propaganda spesso sbaglia bersaglio.
Si concentra sulle parole, sulle promesse, sulle esagerazioni.
Ma il problema non è ciò che viene detto.
È la posizione che viene imposta a chi ascolta.
La propaganda dei cretini non ti dice:
“Questo è importante.”
Ti dice:
“Se non fai qualcosa subito, stai sbagliando.”
Ed è qui che scatta il meccanismo.
Come ragiona davvero un sistema
Un sistema non ha categorie sottili.
Non distingue tra:
-
informazione
-
fastidio
-
imbarazzo
-
disagio
-
minaccia
Ha solo due stati funzionali:
-
Non rilevante → nessuna azione
-
Rilevante → serve intervento
Quando qualcosa richiede intervento, viene automaticamente marcato come pericoloso.
Non nel senso morale.
Nel senso operativo.
Pericoloso è ciò che cambia il comportamento.
Il paradosso centrale della propaganda dei cretini
La propaganda dei cretini dice di voler risolvere problemi.
In realtà li stabilizza.
Perché?
Perché insegna al sistema una lezione precisa:
“Questo segnale ha il potere di fermarti, deviare, contrarre, reagire.”
E tutto ciò che ottiene questo effetto viene registrato come minaccia.
Non importa se il messaggio parla di successo, amore, sicurezza, crescita, libertà.
Se chiede intervento immediato, produce allarme.
Non è il contenuto a creare dipendenza. È l’urgenza.
Un segnale isolato non crea dipendenza.
L’intervento sì.
È così che funzionano:
-
l’ansia
-
il prurito
-
il rossore
-
l’ossessione
-
la paura appresa
Non perché siano forti.
Ma perché vengono trattati come intollerabili.
La propaganda dei cretini fa la stessa cosa su scala culturale:
trasforma l’assenza di intervento in colpa.
“Se non fai nulla, stai sbagliando”
Questa è la frase invisibile che regge tutto.
Non viene detta apertamente.
Viene insinuata.
E quando una cultura interiorizza questa equazione, accade qualcosa di preciso:
-
l’attesa diventa fallimento
-
la pausa diventa debolezza
-
la scelta diventa reazione
Non esiste più lo spazio del non-agire.
Solo il dover intervenire.
Il segnale che diventa pericolo
Un segnale non è pericoloso in sé.
Diventa pericoloso quando richiede intervento.
In Foolproof, Sander van der Linden evidenzia come la disinformazione funzioni quando trasforma segnali neutri in richieste di intervento immediato.
La propaganda dei cretini prende segnali neutri — stati, condizioni, passaggi, fasi — e li trasforma in emergenze.
Non perché lo siano.
Ma perché devono esserlo per funzionare.
Un segnale cretino smette di essere pericolo
quando smette di richiedere intervento.
Ma questo la propaganda non può permetterselo.
Perché funziona così bene
Perché non chiede di capire.
Chiede di reagire.
Non chiede di valutare.
Chiede di muoversi.
Non chiede di scegliere.
Chiede di non fermarsi.
E ogni volta che un sistema impara a reagire,
disimpara a stare.
Il risultato finale (che nessuno dichiara)
Una cultura addestrata all’urgenza produce individui che:
-
scambiano l’attivazione per decisione
-
scambiano il movimento per direzione
-
scambiano l’intervento per forza
Non perché siano stupidi.
Ma perché sono stati educati a non tollerare il non-fare.
La vera funzione della propaganda dei cretini
Non è convincere.
È rendere inevitabile l’intervento.
Non importa quale.
Basta che accada.
Perché un sistema che interviene di continuo
non ha più spazio per trasformarsi.
Solo per reagire.
Dove lavora davvero Controbattere
Controbattere non risponde ai messaggi.
Lavora sulle condizioni che li rendono efficaci.
Non smonta contenuti.
Rende visibili strutture.
Non offre alternative.
Mostra perché certe dinamiche diventano inevitabili.
Quando l’urgenza cade,
la propaganda smette di funzionare.
Non perché è stata sconfitta.
Ma perché non trova più dove aggrapparsi.
«Un segnale smette di essere pericolo
quando smette di richiedere intervento.
La propaganda funziona solo finché
qualcuno reagisce al posto di restare.»
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