Il Voto di Chi Non Sceglie

Chi Ti Chiede di Portarlo, Voterà per Chi lo Illude


Religione e Politica per Pigri: Il Culto del “Vengo se mi Porti” e la Fine della Responsabilità

"Portami tu, ché da solo non so dove andare."

Dietro questa frase, così apparentemente inoffensiva, si nasconde l’intera impalcatura emotiva di intere generazioni: religiose per abitudine, politiche per paura, cieche per comodità.

Relazione Passiva, Cittadino Passivo, Credente Passivo

Hai presente quel tipo umano che, davanti a qualsiasi invito — una serata, un progetto, una scelta — risponde:

“Se mi porti tu… forse vengo.”

Ecco, quello non è solo il tuo amico pigro. È il tuo vicino di casa che vota “perché lo dice il prete”. È il cittadino che va alle urne per difendere uno stipendio psicologico fatto di slogan. È l’agnello che chiede al pastore non dove andare, ma di essere portato.

Nel piccolo gesto del “non vengo da solo” si annida un’intera cultura dell’irresponsabilità.
Una civiltà emotiva dove la delega è religione e il pensiero un peccato.

Religione: Il Dio che Ti Porta Dove Non Vuoi Andare

Il “vengo se mi porti” è lo stesso spirito con cui milioni di persone si genuflettono davanti a un’idea di Dio che decide per loro, pensa per loro, punisce per loro.

Non è fede. È stanchezza spirituale travestita da devozione.
E infatti non pregano per illuminarsi. Pregano per essere scarrozzati in Paradiso.

La maggioranza non vuole evolversi.
Vuole sentirsi dire che basta credere in qualcosa — chiunque o qualunque cosa — e qualcuno penserà al resto. È la versione mistica del “sto sul divano, ma se mi porti…”.

Ma la spiritualità vera è cammino, sudore, scelta.
Non un Uber divino a tariffa fissa.

Politica: La Finta Scelta dei Portati

Anche la politica ha i suoi “portati”.
Gente che si definisce “elettore” ma non ha mai letto un programma, che scambia lo sfogo da bar per partecipazione democratica, e mette la croce sulla scheda solo perché “tutti lo fanno”.

È il cittadino-telecomando: funziona solo se qualcuno gli preme i tasti.

Il populismo vive proprio di questa gente:
vuole essere portata. Vuole che qualcuno dica “Ci penso io per te”. Vuole un leader che gridi forte, così da non sentire quanto è vuota la sua stessa voce.

E intanto si lamenta del caldo, del freddo, dell’inflazione, dell’immigrazione, di chi sale o di chi scende.
Ma non si muove. Non si espone. Non si prende un rischio.

Il Passivo è la Vera Forza del Potere

Il sistema religioso e politico non teme il dissidente, né il ribelle.
Teme il camminatore autonomo, quello che dice “Vengo. Da solo. Perché ci credo.”

Chi aspetta di essere portato, invece, è perfetto per ogni regime, per ogni dogma, per ogni truffa.

È silenzioso. È innocuo. È docile.

Ed è per questo che viene premiato. Non per ciò che è, ma per ciò che non fa.

Controbattere Significa Camminare. Non Portare Nessuno.

Tu non sei qui per portare la pigrizia degli altri sulle spalle.
Non sei la navetta gratuita per chi non ha voglia di scegliere.
E soprattutto: non sei il missionario di chi ha smesso di cercare.

Controbattere non è salvare. È scuotere. È dire:

“Non ti porto. O vieni con le tue gambe, o resti a terra.”

E questo vale:

  • Per l’amico che ti fa pesare ogni uscita.

  • Per il credente che prega e poi vota contro se stesso.

  • Per il cittadino che si lamenta e poi conferma il suo carnefice.

Se Ti Fanno Camminare per Due, Sei nel Posto Sbagliato

Caro Lettore,
guardati attorno.
Ci sei tu che vuoi qualcosa…
…e poi ci sono gli altri, quelli che vogliono essere convinti, coccolati, portati.

Domanda sacra:

“Sto camminando insieme a qualcuno… o sto trasportando un’ombra?”

La risposta non è filosofica. È fisica.
Se senti un peso addosso, non è connessione. È zavorra.

E in nome degli dèi, della libertà e dell’intelligenza:
lascia a terra chi aspetta il miracolo.
Tu sei qui per costruirne uno.

Post Scriptum dal Binario dell’Ultimo Treno:

A chi mi dice:

“Ma magari ha solo bisogno di una spinta…”

Rispondo così:

Io non sono la carrozza per chi ha perso la voglia.
Né il prete per chi vuole sentirsi salvo.
Né il politico per chi si affida alle promesse.
Io sono qui per chi si alza. Per chi ci mette piede. Per chi sceglie.

Gli altri?
Possono aspettare.
Oppure votare ancora per essere portati.

Ma non da me.