Cosa è la Politica? Non Cercare il Potere Fuori, ma Costruirlo Dentro
Benvenuti su Controbattere – Oltre il Pensare, dove smontiamo le narrazioni preconfezionate e ricostruiamo il nostro potere personale.
Al bar, al lavoro, sui social, la frase è sempre la stessa:
“Ci vorrebbe davvero qualcuno che sistemasse tutto.”
La senti ovunque, come un mantra, ripetuta da persone che guardano fuori di sé, aspettando un salvatore, un leader, un “dio padrone” che risolva i problemi del mondo. È una mentalità che puzza di sottomissione, di delega, di cristianesimo mal digerito: l’idea che il potere sia sempre altrove, mai dentro di noi.
Ma la vera politica – quella che conta – non ha nulla a che vedere con questo. La politica non è aspettare che qualcuno “sistemi tutto”. La politica è l’arte di costruire il tuo Potere di Essere e trasformarlo in azione nel mondo. È il tuo bicchiere d’acqua trasformato in una spada zen, non la bottiglia di champagne che ti vendono come simbolo di status.
La politica non è fuori di te
Quando senti dire “ci vorrebbe qualcuno che sistemasse tutto,” stai ascoltando la doxa dei nostri tempi, per dirla con Parmenide.
È l’illusione delle apparenze, la credenza che il potere sia qualcosa che appartiene a un leader carismatico, a un partito, a un’autorità esterna.
È lo stesso meccanismo del marketing tribale: ti vendono una storia – un politico, un’ideologia, una promessa – e tu la compri, sperando che ti salvi.
Ma questa non è politica. È sottomissione travestita da speranza.
La politica, quella autentica, è l’esatto opposto. Non è aspettare che un altro risolva i tuoi problemi, come un fedele che prega il suo dio padrone.
È prendere in mano il tuo intento, la tua volontà, e agire nel mondo per trasformarlo.
È ciò che Claudio Simeoni chiama Arte dell’Agguato in Il Crogiolo dello Stregone:
un modo strategico di muoverti nella realtà, non per dominarla, ma per compenetrarla, per diventare parte del cambiamento senza perdere te stesso.
La politica come Potere di Essere
Immagina di essere ancora in quel locale, con il tuo bicchiere d’acqua in mano. Tutti intorno ordinano bottiglie costose, e tu potresti sentirti fuori posto.
Ma poi scegli di non subire la narrazione sociale.
Decidi che il tuo bicchiere d’acqua è abbastanza, perché parla di te, della tua autenticità.
Questo è un atto politico.
Non perché stai votando o protestando, ma perché stai rifiutando di delegare il tuo valore a un oggetto, a una moda, a un sistema.
Stai affermando il tuo Potere di Essere.
La politica, in fondo, è questo: il modo in cui scegli di manifestare te stesso nel mondo.
Non si tratta di eleggere il “qualcuno” che sistemerà tutto, ma di diventare tu quel “qualcuno” nella tua vita, nel tuo piccolo.
È l’arte di vivere con intenzione, di trasformare ogni scelta – anche la più banale, come bere acqua invece di champagne – in un atto di consapevolezza che sfida le narrazioni imposte.
Parmenide ci insegna che la verità, l’Essere, è dentro di noi, nascosta sotto il velo delle apparenze.
La doxa – le opinioni, le chiacchiere da bar, le promesse dei politici – ci distrae da questa verità.
Allo stesso modo, Simeoni descrive l’Arte dell’Agguato come un modo per sfuggire al “Potere di Avere” – il sistema che ci vuole consumatori passivi, elettori docili, fedeli in attesa di un salvatore.
La politica autentica nasce quando smetti di cercare il potere fuori e inizi a costruirlo dentro, come Atena che emerge dalla testa di Zeus, simbolo di strategia e volontà.
Le chiacchiere da bar e il Crogiolo del Male
Al bar, quando tutti parlano di politica, non stanno davvero facendo politica.
Stanno ripetendo la doxa, le storie che i media, i politici, o il sistema sociale gli hanno venduto.
“Ci vorrebbe qualcuno che…” è una frase che tradisce una mentalità da Crogiolo del Male, come lo chiama Simeoni:
un’educazione che, fin dall’infanzia, ci insegna a delegare, a sottometterci, a credere che il potere sia sempre altrove.
È la stessa mentalità che ti spinge a volere un piercing perché “un’amica gode da matti” o a sentirti inferiore senza una bottiglia costosa.
È il racconto che ti vende il nulla, facendoti credere che il tuo valore dipenda da qualcosa di esterno.
La vera politica rifiuta questa delega.
Non è aspettare che un politico risolva l’economia, l’ambiente o la società.
È agire, nel tuo quotidiano, per costruire relazioni, significati e cambiamenti che rispecchiano ciò che sei.
È scegliere di non essere una preda tra “lupi famelici”, ma un attore consapevole che usa l’Arte dell’Agguato per muoversi strategicamente nel mondo.
Come fare politica ogni giorno
La politica non è solo nelle urne o nei discorsi da bar.
È in ogni scelta che fai.
Ecco come puoi praticarla, trasformando il tuo Potere di Essere in azione:
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Smetti di delegare: la prossima volta che senti il bisogno di dire “ci vorrebbe qualcuno che…,” chiediti: “Cosa posso fare io, qui, ora?” Anche un piccolo gesto – come scegliere di non seguire una moda imposta – è un atto politico.
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Sospendi il giudizio: le chiacchiere da bar sono piene di doxa. Non farti trascinare dalle opinioni preconfezionate. Ascolta, osserva, ma scegli cosa credere in base alla tua verità.
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Agisci con intento: come un praticante dell’Arte dell’Agguato, muoviti con strategia. Se vuoi cambiare qualcosa – nella tua comunità, nel tuo lavoro, nella tua vita – pianifica, anticipa, agisci prima che i problemi ti travolgano.
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Crea i tuoi simboli: un voto, una protesta, una conversazione possono essere simboli del tuo potere, se li scegli consapevolmente. Non lasciare che il sistema decida cosa significano per te.
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Vivi nel mondo del tempo: come dice Simeoni, la politica autentica è anticipare il futuro. Coltiva l’intuizione per capire dove stanno andando le cose e agisci per plasmare il tuo percorso, senza aspettare che qualcun altro lo faccia per te.
La politica sei tu
La politica non è aspettare che “qualcuno sistemi tutto”.
È smettere di cercare il potere fuori di te e costruirlo dentro.
È rifiutare le narrazioni che ti vogliono passivo, consumatore, elettore docile, e scegliere di essere il narratore della tua storia.
Parmenide ci insegna a cercare l’Essere oltre le apparenze.
Simeoni ci invita a praticare l’Arte dell’Agguato per diventare come Atena, padroni del nostro intento.
E qui, su Controbattere – Oltre il Pensare, ti diciamo:
la politica inizia quando smetti di delegare e inizi a creare.
Non hai bisogno di una bottiglia di champagne per brillare.
Non hai bisogno di un leader per cambiare il mondo.
Hai bisogno di te stesso, del tuo bicchiere d’acqua, della tua spada zen.
La politica è questo: il coraggio di essere, ogni giorno, la versione più autentica di te.
Quando smetto di credere che il potere sia fuori di me, compio la più radicale delle negazioni:
nego la negazione che mi voleva passivo.
E in quell’istante, ciò che “è” non è più ciò che mi impongono, ma ciò che io scelgo di rendere reale.
Qual è il tuo prossimo atto politico? Cosa sceglierai di trasformare oggi?
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