Come Ti Vendono il Nulla con una Storia (e perché funziona)
Dai piercing ai braccialetti energetici, dalle bottiglie nei locali ai tatuaggi motivazionali: il potere non è nell’oggetto. È nel racconto che lo trasforma.
Una sera, un piercing e un’amica che gode da matti
Una tua vecchia amica ti racconta che si è fatta il piercing alla figa.
Non per un’esplorazione sensuale profonda.
Non perché abbia studiato il suo corpo o voluto qualcosa di sacro.
Non per onorare il suo corpo, conoscerlo, mapparne le soglie di piacere.
Non perché abbia studiato l’innervazione del clitoride o compreso le differenze tra desiderio, eccitazione e rilascio.
No.
Ma semplicemente perché un’altra amica le ha detto:
“Da quando ce l’ho, godo da matti quando scopo.”
E lei?
“Anch’io lo voglio!”
Non ha detto:
“Ho riflettuto sul mio piacere, sento che questo è il momento di esplorare una nuova soglia.”
Ha detto: “Me l’ha fatto venire voglia. Punto.”
E questo non è solo marketing.
È marketing tribale, il più potente e contagioso di tutti.
Perché non vende un oggetto.
Vende l’identificazione con il branco.
E l’illusione che, se una gode, allora anche tu — facendo lo stesso gesto — godrai allo stesso modo.
Fine della storia.
O meglio: inizio della sua storia.
Perché quel piercing non è un gesto. È un’adesione a un racconto.
Un simbolo che accende il desiderio non attraverso la verità…
…ma attraverso una promessa vissuta da qualcun altro.
Come al locale: il simbolo è il tuo bicchiere
Ti trovi in un locale.
Tutti attorno al tavolo ordinano bottiglie costose. Champagne, vodka importata, gin etichette rare.
Tu hai un bicchiere d’acqua.
E per un attimo ti senti fuori posto.
Ma poi scatta qualcosa:
“Non sono le bottiglie a mettermi a disagio. È il mio modo di interpretarle.”
Così decidi di non subirle.
Rimani lì, centrato, con il tuo bicchiere d’acqua in mano come se fosse una spada zen.
Non serve urlare, né sfoggiare.
“Io non sono qui per dimostrare. Sono qui per ricordarmi chi sono.”
E in quel momento, l’acqua è più potente dello champagne.
Perché parla per te.
Quando il nulla è impacchettato bene… diventa irresistibile
Quello che succede con le bottiglie
succede con i piercing, i tatuaggi, i vestiti, i dischi di latta, le sneakers, i profumi, i ciondoli, le collanine quantiche.
Il 99% delle persone non compra un oggetto. Compra un racconto.
Ma attenzione, perché questo racconto è scientifico, anche se non ha nulla di scientifico.
Ti viene servito come se fosse un dato di fatto:
“Le cellule staminali combinate ai peptidi della NASA risvegliano i follicoli dormienti.”
Ma a livello inconscio, quello che ti stanno dicendo è:
“Compralo e ti sentirai potente, desiderabile, risvegliato.”
Il marketing lo sa. E lo usa bene.
La scienza è solo una scusa.
La vera arma è la narrazione.
Non è il prodotto che è magico. È la tua voglia di crederci.
E questo succede anche a te.
Succede a me.
Succede a tutti.
La differenza è che noi qui, su Controbattere – Oltre il Pensare, lo stiamo smascherando.
Non per negarlo, ma per riappropriarcene.
Non stiamo dicendo:
“Tutto è una bufala.”
Stiamo dicendo:
“Se tutto può diventare simbolo… allora io scelgo quali simboli usare. E soprattutto, scelgo cosa significano per me.”
Come si vende il nulla: la formula
-
Si individua un desiderio: seduzione, potere, fascino, crescita.
-
Si crea un oggetto: un piercing, un bracciale, una crema, un roller.
-
Si costruisce un racconto attorno a quell’oggetto: chi lo ha usato ha avuto risultati eccezionali.
-
Si innesta un’identificazione sociale: “Se ce l’ha lei/lui, anch’io lo voglio.”
-
Si trasforma in urgenza emotiva: “Voglio anch’io godere da matti.”
Ed eccoti servito: hai appena comprato una storia.
E quella storia ti ha venduto un oggetto.
E allora cosa puoi fare?
Non diventare cinico.
Non chiuderti.
Apri ancora di più gli occhi.
Ogni oggetto può diventare un attivatore.
Ma solo se sei tu a scegliere il significato.
Quel piercing, quel bicchiere, quella camicia, quel cellulare, quel profumo…
possono essere simboli che ti risvegliano, o catene che ti addormentano.
“Non sei magico, oggetto. Ma io sì.
E userò te per ricordarmi chi sono.”
Il marketing ti vende illusioni. Tu puoi creare significati.
Qui, su Controbattere – Oltre il Pensare, non distruggiamo i simboli.
Li ricostruiamo da zero.
Ogni oggetto, ogni storia, ogni scelta diventa un atto di potere personale, se smetti di chiederti “quanto costa?” e inizi a chiederti:
“Cosa attiva in me?”
Non è questione di comprare o non comprare.
È questione di non comprare anche il racconto che ti stanno vendendo insieme all’oggetto.
Perché è lì, nella storia, che si nasconde la vera manipolazione.
E adesso che lo sai…
non ti servirà più una bottiglia per brillare.
Ti basta ricordarti chi sei.