IL POTERE È NELLE MANI DELLA GENTE
PEOPLE HAVE THE POWER

E se il potere non fosse dove abbiamo sempre pensato di trovarlo?

«Nessun uomo è un'isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto.»
— John Donne, Devotions upon Emergent Occasions (1624)

Ci sono canzoni che ascolti e dopo qualche minuto hai già dimenticato. E poi ce ne sono altre che, quando arrivano, sembrano parlare di qualcosa che ci riguarda ancora, anche a distanza di tanti anni. “People Have the Power” di Patti Smith è una di queste. La canzone nasce nel 1988 dalla collaborazione tra Patti Smith e Fred “Sonic” Smith e viene pubblicata nell'album Dream of Life. Già il titolo dice moltissimo: “Le persone hanno il potere.” Non un presidente, non un generale, non un'autorità, non qualcuno che si mette al di sopra degli altri. Le persone. Quelle comuni. Quelle che ogni giorno lavorano, amano, discutono, sbagliano, cercano di capire e provano semplicemente a vivere. Ed è forse proprio questo che rende ancora così forte quella frase: perché non parla di un potere lontano, ma di qualcosa che appartiene a ciascuno di noi.

Nel corso degli anni questa canzone è stata cantata, ripresa e utilizzata da moltissimi artisti e in diversi contesti. Bruce Springsteen l'ha eseguita dal vivo, Eddie Vedder l'ha portata nei suoi concerti e Patti Smith stessa l'ha trasformata più volte in un momento collettivo, dove il pubblico non rimane semplicemente ad ascoltare, ma diventa parte della canzone. Nel 2004 fu utilizzata anche come tema del tour Vote for Change, mentre nel 2015 gli U2 la usarono come musica d'ingresso durante l'Innocence + Experience Tour. È comparsa inoltre nel documentario Patti Smith: Dream of Life, del 2008. E forse non è un caso che continui a riapparire in contesti così diversi: quando una canzone riesce a mettere insieme migliaia di persone che la cantano nello stesso momento, quella musica smette per qualche minuto di appartenere soltanto a chi l'ha scritta. Diventa di tutti.

Ed è proprio qui che la canzone incontra questa nostra immagine. Da una parte vediamo persone che si aiutano, si passano pietre, costruiscono insieme un ponte. Non c'è qualcuno che lo costruisce al posto loro: ognuno mette qualcosa, e soltanto insieme quel ponte può nascere. Dall'altra parte troviamo invece parole come manipolazione, intolleranza, divisione, ignoranza, paura, conformità e dogma. Due modi completamente diversi di stare insieme. E allora “People Have the Power” può diventare qualcosa di molto semplice e molto umano: non significa che le persone abbiano sempre ragione, né che basti stare insieme per cambiare il mondo. Significa ricordarsi che una società non è fatta soltanto da chi comanda, ma anche da milioni di persone che, ogni giorno, con le proprie scelte, le proprie domande e la propria capacità di cooperare, contribuiscono a costruire ciò che verrà dopo. Il ponte dell'immagine non è ancora finito. E forse è proprio questo il punto: il futuro non è qualcosa che troviamo già costruito. Qualcuno deve pur cominciare a mettere la prima pietra.

Ed è proprio qui che la canzone incontra questa nostra immagine. Da una parte vediamo persone che si aiutano, si passano pietre, costruiscono insieme un ponte. Non c'è qualcuno che lo costruisce al posto loro: ognuno mette qualcosa, e soltanto insieme quel ponte può nascere. Dall'altra parte troviamo invece parole come manipolazione, intolleranza, divisione, ignoranza, paura, conformità e dogma. Due modi completamente diversi di stare insieme. E allora “People Have the Power” può diventare qualcosa di molto semplice e molto umano: non significa che le persone abbiano sempre ragione, né che basti stare insieme per cambiare il mondo. Significa ricordarsi che una società non è fatta soltanto da chi comanda, ma anche da milioni di persone che, ogni giorno, con le proprie scelte, le proprie domande e la propria capacità di cooperare, contribuiscono a costruire ciò che verrà dopo. Il ponte dell'immagine non è ancora finito. E forse è proprio questo il punto: il futuro non è qualcosa che troviamo già costruito. Qualcuno deve pur cominciare a mettere la prima pietra. E questo è anche il senso di questi articoli: partire da una canzone, da un'immagine o da una frase che tutti conosciamo e provare a guardarla da un'altra prospettiva.

«Tutto ciò che è umano mi riguarda.»
— Publio Terenzio Afro, Heautontimorumenos (163 a.C.)

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