I Cretini Sono Sempre gli Altri
Il problema non è che il mondo è pieno di cretini.
È da dove lo stai guardando.
Parlo con te dando per scontata una cosa:
sai già che la domanda decisiva non è “cosa sta succedendo nel mondo”, ma “da dove lo stai guardando”.
Se non fosse così, questo articolo non ti interesserebbe nemmeno.
Quindi non partiamo dalle basi. Partiamo da dove sei ora.
Il punto da cui non si torna indietro
Quando uno dice “i cretini sono sempre gli altri”, di solito lo fa per sentirsi superiore.
Io no.
Lo dico perché descrive un meccanismo preciso.
Succede questo:
ogni volta che qualcosa nel mondo ti disturba — politica, religione, guerra, potere, ipocrisia — la prima reazione è cercare fuori un responsabile.
È umano.
È automatico.
Ed è il modo più efficace per non tornare dentro.
Il problema non è avere ragione
Chiariamo subito una cosa:
molti discorsi che individuano colpevoli sono corretti.
Documentati.
Storicamente fondati.
Moralmente ineccepibili.
Il punto non è se hanno ragione.
Il punto è cosa fanno a te mentre li ascolti.
Perché se, mentre annuisci, senti:
-
sollievo
-
rabbia scaricata
-
senso di appartenenza
-
superiorità morale
allora sta succedendo una cosa precisa:
quel discorso sta lavorando al posto tuo.
Come ha mostrato Guy Debord in La società dello spettacolo, quando la critica diventa qualcosa da guardare invece che da attraversare, smette di essere trasformazione e diventa consumo.
Quando la denuncia diventa rifugio
C’è una linea sottile, ma netta, tra:
-
denunciare qualcosa
-
usare la denuncia per non guardarti
Quando non sei a casa dentro, anche la verità diventa un rifugio.
Non perché è falsa.
Ma perché la stai usando per non sentire dove sei fragile, disordinato, scoperto.
In quel momento:
-
il colpevole serve
-
il nemico serve
-
il cretino “altro” serve
Perché ti evita una domanda molto più scomoda:
“Chi sono io mentre guardo tutto questo?”
Freud, lo descrive con lucidità ne Il disagio della civiltà: ciò che non reggiamo di noi stessi viene spostato fuori, trasformato in colpa altrui, così da non doverlo sentire.
Il mondo come alibi
Se ci fai caso, il mondo è perfetto per questo gioco.
È sempre abbastanza ingiusto da permetterti di indignarti.
Sempre abbastanza storto da giustificare la tua rabbia.
Sempre abbastanza complesso da non dover guardare il tuo assetto interno.
E così:
-
i politici sono cretini
-
i credenti sono cretini
-
i laici sono cretini
-
gli ignoranti sono cretini
-
“gli altri” sono sempre cretini
La mamma dei cretini non è mai stanca.
Ma soprattutto non sei mai tu.
Il punto che fa male (ed è l’unico che conta)
Ora arriviamo dove volevi arrivare davvero.
Quando non sei a casa dentro,
ogni discorso che punta fuori —
anche il più giusto, documentato, moralmente ineccepibile —
viene usato per non tornare dentro.
Qui non c’è moralismo.
Non c’è giudizio.
C’è una descrizione di funzionamento.
E se la riconosci, non puoi più fingere.
Hannah Arendt, in Eichmann a Gerusalemme, mostra che il problema non è il male dichiarato, ma l’assenza di presenza: quando nessuno è a casa dentro, anche l’orrore diventa normale.
Perché “i cretini sono sempre gli altri” è una frase pericolosa
È pericolosa perché può diventare vera.
Diventa vera nel momento in cui:
-
smetti di guardare da dove stai guardando
-
lasci che siano sempre gli altri a incarnare l’errore
-
usi il mondo come schermo
A quel punto non importa più chi ha ragione.
Hai perso presenza.
E senza presenza:
-
anche la lucidità è sterile
-
anche l’intelligenza è rumorosa
-
anche la verità non serve
La differenza che ti riguarda
Tu non stai leggendo questo per trovare un’altra posizione da difendere.
Stai leggendo perché non ti basta più capire.
Sai già che:
-
accusare non ti sposta
-
indignarti non ti radica
-
sapere non ti rende presente
Quello che cerchi è casa.
E casa non è un’idea.
È una condizione interna in cui puoi guardare il mondo senza doverlo usare.
L’unica domanda che resta
Tutto il resto è rumore.
La domanda vera è questa — semplice, brutale, senza via di fuga:
Quando guardo il mondo,
lo sto usando per non guardare me stesso — sì o no?
Se la risposta è sì,
allora sì: i cretini sono sempre gli altri.
Se la risposta è no,
allora qualcosa ha già iniziato a rimettersi in asse.
E non c’è bisogno di dirlo a nessuno.
Quando non sei a casa dentro,
anche la verità diventa un modo per non tornarci.
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