Quando un Segnale Diventa un Evento
Come i sistemi trasformano una reazione neutra in una realtà che governa il comportamento
Nessuna storia, nessuna persona
“Un evento non nasce da ciò che accade,
ma da ciò che il sistema decide di non ignorare.”
Non tutto ciò che accade è un evento.
Ma alcuni segnali, se trattati in un certo modo, diventano eventi.
Non perché lo siano.
Ma perché il sistema li registra come tali.
Un sistema non distingue tra “grave” e “non grave”.
Distingue tra rilevante e irrilevante.
È qui che molte dinamiche si cristallizzano.
Il sistema è:
l’insieme organizzato di risposte che regola il tuo comportamento nel tempo.
Il Fraintendimento di Base
Un segnale non è un problema.
È una variazione.
Diventa un problema solo quando:
-
interrompe il comportamento
-
modifica la traiettoria
-
impone una risposta
Non serve che sia forte.
Serve solo che venga preso sul serio.
Il sistema non chiede: cos’è.
Chiede: cosa fai quando accade.
Daniel Kahneman, Thinking, Fast and Slow, mostra come i sistemi cognitivi non reagiscano alla gravità di un evento, ma alla sua salienza operativa.
Il Paradosso della Reazione
Più un segnale viene monitorato,
più viene rinforzato.
Più viene interpretato,
più diventa centrale.
Il tentativo di fermarlo
è il modo più rapido per renderlo reale.
Qui il paradosso è netto:
la risposta crea l’evento che voleva evitare
Gregory Bateson, in Steps to an Ecology of Mind, definisce reale non l’evento isolato, ma il circuito di risposte che lo mantiene attivo.
Salienza: la Variabile Invisibile
Un sistema non apprende per spiegazioni.
Apprende per salienza.
La salienza non dipende dal contenuto,
ma dall’effetto sul comportamento.
Se qualcosa:
-
ferma
-
devia
-
costringe
-
riorienta
viene marcato come critico.
Da quel momento,
non importa più cosa sia in origine.
Quando il Sistema Decide
A un certo punto il segnale smette di essere episodico.
Diventa funzione.
Non perché si ripete,
ma perché viene atteso.
L’attesa è il passaggio chiave:
-
anticipazione
-
vigilanza
-
preparazione
Il sistema non reagisce più all’evento.
Reagisce alla possibilità dell’evento.
Ed è lì che il circuito si chiude.
Il sistema è ciò che decide cosa viene trattato come rilevante, prima che tu lo pensi.
Il Punto in Cui Non Serve Capire
Molti tentano di risolvere il problema
chiedendosi perché.
Ma il perché è irrilevante
quando il sistema ha già deciso come.
Un sistema non si aggiorna con nuove spiegazioni.
Si aggiorna solo quando:
la risposta abituale non viene più eseguita
Questo passaggio non è psicologico.
È operativo.
Il Declassamento
Un segnale smette di governare
quando smette di produrre conseguenze.
nel modello dell’allostasi, Allostasis, Homeostasis, and the Costs of Physiological Adaptation mostra che un sistema cambia solo quando una risposta smette di essere funzionale.
Non quando viene negato.
Non quando viene compreso.
Non quando viene giustificato.
Ma quando non cambia più nulla.
Il sistema non ha bisogno di essere convinto.
Ha bisogno di non ricevere più conferme.
Perché Alcune Dinamiche Scompaiono da Sole
Quando un segnale perde centralità:
-
non viene più anticipato
-
non viene più monitorato
-
non viene più gestito
diventa rumore.
E il rumore,
nei sistemi complessi,
viene filtrato automaticamente.
Non perché qualcuno lo decide.
Ma perché non serve più.
Il Confine Invisibile
C’è una linea sottile
tra vivere un’esperienza
e trasformarla in struttura.
Quella linea non è emotiva.
È comportamentale.
Il confine non è ciò che accade.
È ciò che accade dopo.
Paul Watzlawick, in Pragmatics of Human Communication, dimostra che ogni risposta è già una forma di organizzazione del sistema.
“Un evento non nasce da ciò che accade,
ma da ciò a cui un sistema assegna conseguenze.”
Riflessioni
Un segnale diventa reale
quando gli viene affidato un compito.
Smette di esserlo
quando smette di produrre effetti.
Controbattere lavora qui:
non sui segnali,
ma sul punto in cui
un sistema decide cosa conta.
Non per cambiare le storie.
Ma per rendere inevitabile
che alcune storie
non abbiano più motivo di esistere.
“Ciò che governa un sistema non è ciò che teme,
ma ciò a cui continua a rispondere.”
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