La Scienza Non Dice Mai “Così È”
“La scienza non produce verità da accettare,
ma conoscenze destinate a essere superate.”
Quando la conoscenza viene trasformata in autorità
La scienza non nasce per affermare verità.
Nasce per metterle in crisi.
Questo punto, apparentemente ovvio, viene sistematicamente rimosso.
Non per ignoranza, ma per necessità strutturale.
Ogni sistema stabile ha bisogno di certezze.
La scienza, invece, produce instabilità.
E quando l’instabilità diventa ingestibile, accade sempre la stessa cosa:
la conoscenza viene convertita in autorità.
La differenza che non si può colmare
Esiste una differenza che non può essere mediata.
Da una parte:
-
una verità a cui ci si deve sottomettere
Dall’altra:
-
un processo che nega continuamente ciò che ha appena scoperto
Chiamare entrambe “verità” è un errore funzionale.
Serve solo a tranquillizzare.
La scienza non chiede obbedienza.
Chiede verifica, ripetizione, esposizione al fallimento.
Quando le viene chiesto di offrire certezze, smette di essere scienza.
In Contro il metodo di Paul Feyerabend, viene mostrato come la scienza reale avanzi spesso violando le regole che, solo a posteriori, il sistema presenta come metodo.
“La scienza dice” è una frase religiosa
Non è un’opinione.
È una struttura linguistica.
“La scienza dice” funziona esattamente come:
-
“Dio dice”
-
“La natura vuole”
-
“È dimostrato”
La frase non descrive un processo.
Chiude una possibilità.
Nel momento in cui viene pronunciata:
-
il dialogo si interrompe
-
il dubbio diventa sospetto
-
la responsabilità viene delegata
Non importa cosa venga affermato dopo.
La forma ha già fatto il suo lavoro.
La scienza non chiede fede né obbedienza. Chiede revisione continua. Il problema nasce quando il sapere viene trasformato in certezza.
Il problema non è cosa funziona, ma quando
Ogni scoperta scientifica funziona in condizioni determinate.
Questo punto viene sistematicamente cancellato dal racconto pubblico.
Un farmaco funziona.
Una tecnologia funziona.
Un protocollo funziona.
Ma:
-
non per tutti
-
non sempre
-
non allo stesso modo
La scienza lo sa.
Il sistema no.
Il sistema ha bisogno che qualcosa funzioni come verità, non come relazione.
Quando il funzionamento diventa dogma
Il paradosso è questo:
più una scoperta funziona,
più viene sottratta al metodo che l’ha prodotta.
È la dinamica descritta da La struttura delle rivoluzioni scientifiche di Thomas Kuhn, dove ciò che funziona viene difeso fino a diventare paradigma, e il paradigma fino a bloccare il metodo che lo ha reso possibile.
Il funzionamento diventa:
-
giustificazione
-
legittimazione
-
autorità
Non si chiede più:
“In quali condizioni funziona?”
Si afferma:
“Funziona.”
Ed è in quel momento che la scienza viene tradita.
Il nemico non è l’errore, ma la stabilizzazione
L’errore è parte del metodo.
La stabilizzazione no.
Come mostrato in Pensare per sistemi di Donella H. Meadows, i sistemi tendono a integrare ciò che funziona per mantenere la stabilità, non per permettere che il cambiamento continui.
Ogni sistema culturale lavora per:
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fermare il movimento
-
cristallizzare i risultati
-
trasformare i processi in regole
La scienza, lasciata a se stessa, distrugge le regole che produce.
Il sistema, invece, le conserva.
Non perché siano vere.
Ma perché sono utili.
La simmetria che nessuno vuole vedere
Esiste una simmetria perfetta, spesso ignorata.
Da una parte:
-
chi rifiuta la scienza in nome di una verità superiore
Dall’altra:
-
chi usa la scienza come verità indiscutibile
Entrambi fanno la stessa cosa:
sospendono il pensiero.
La differenza è solo lessicale.
Responsabilità contro fede
La ricerca scientifica espone sempre chi la compie:
-
al dubbio
-
alla revisione
-
alla smentita
La fede, in qualunque forma, protegge.
Protegge dall’errore.
Protegge dalla responsabilità.
Protegge dalla necessità di rispondere.
Quando la scienza viene usata come fede,
non è la scienza a vincere.
È il sistema che si è salvato ancora una volta.
Il punto che non viene mai detto
La scienza non promette salvezza.
Non promette sicurezza.
Non promette senso.
È la frattura resa esplicita in Il caso e la necessità di Jacques Monod, dove la conoscenza scientifica descrive necessità e contingenze, non finalità a cui aderire.
Promette solo questo:
continuare a non sapere abbastanza.
Ed è proprio questo che la rende incompatibile con ogni forma di autorità.
Quando la conoscenza diventa pericolosa
La conoscenza diventa pericolosa quando smette di muoversi.
Non perché sia falsa.
Ma perché viene sottratta al processo che l’ha generata.
Il rischio non è l’errore.
Il rischio è la certezza.
La scienza non ferma il cammino
Chi adora una verità deve fermare il cammino.
Chi lavora nella scienza non può farlo.
E ogni volta che il cammino viene interrotto:
-
non è per eccesso di dubbio
-
è per eccesso di bisogno di stabilità
Ciò che resta
La scienza non dice mai “così è”.
Dice:
“Questo è ciò che abbiamo visto, finché non vedremo altro.”
Tutto il resto è sistema.
Tutto il resto è normalizzazione.
Tutto il resto è autorità travestita da sapere.
“Nel momento in cui la scienza viene usata come verità,
ha già smesso di essere scienza.”
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