Il Presente Decide se il Desiderio Accade
Il Desiderio Nasce solo se il Presente è Vivo

“Quando il presente non è vivo, nessuna relazione può iniziare.”

Il fraintendimento di fondo

Il desiderio viene spesso raccontato come qualcosa che si prova verso qualcuno.
Un moto spontaneo, un’attrazione, una chimica inspiegabile.

Questa narrazione è rassicurante perché personalizza il fenomeno.
Attribuisce il desiderio alle persone, al loro carattere, al loro fascino, al loro modo di essere.

Ma è una scorciatoia.

Il desiderio non nasce da qualcuno.
Nasce in una configurazione.

E quando quella configurazione non è presente, il desiderio non si attiva —
anche davanti a persone oggettivamente interessanti, compatibili, stimolanti.

Non perché “non sia quella giusta”.
Ma perché il presente non è vivo.

In quali condizioni il desiderio nasce o non nasce, al di là di ideologie e sistemi?

Il desiderio non è una qualità dell’altro

Attribuire il desiderio all’altro produce una distorsione strutturale:

  • si cerca di capire chi è la persona

  • si valuta quanto potrebbe piacere

  • si immagina cosa potrebbe diventare

Ma il desiderio non risponde a queste variabili.

Il desiderio non è un giudizio.
Non è una proiezione.
Non è una promessa.

È una risposta del sistema quando una condizione è soddisfatta.

Quella condizione non riguarda l’altro.
Riguarda la qualità del presente.

Il desiderio come effetto che non risponde ai sistemi… né alla volontà.

Presente vivo vs presente occupato

Esiste una differenza netta — e raramente nominata — tra due stati:

Presente occupato

Un presente pieno di:

  • anticipazioni

  • valutazioni

  • immagini future

  • domande implicite

È il presente in cui si è fisicamente lì, ma mentalmente già altrove.

In questo stato:

  • il desiderio non nasce

  • l’interesse resta astratto

  • la relazione resta potenziale

Presente vivo

Un presente in cui:

  • il corpo è coinvolto

  • l’attenzione non è proiettata

  • non c’è bisogno di immaginare per restare

In questo stato:

  • il desiderio non viene cercato

  • accade

Il desiderio non si aggiunge al presente vivo.
È un effetto collaterale del suo esserlo.

Come mostra Robert M. Sapolsky in Why Zebras Don’t Get Ulcers, quando l’organismo è impegnato in anticipazione, controllo e stress cronico, le funzioni legate al piacere e alla relazione vengono fisiologicamente sospese. Non è una scelta psicologica: è una risposta del sistema.

Il paradosso centrale

Più si cerca di capire se qualcuno ci piace,
meno il desiderio è possibile.

Più si tenta di “sentire qualcosa”,
più il presente viene occupato da un’operazione mentale.

Il risultato è sempre lo stesso:

  • attrazione rimandata

  • interesse tiepido

  • relazioni che non partono

Non perché manchi qualcosa.
Ma perché il presente è già stato sostituito da una scena.

Questo è il paradosso strutturale:

Il desiderio nasce solo quando non viene interrogato.

Perché alcune persone “giuste” non attivano nulla

Capita spesso che una persona sia:

  • interessante

  • compatibile

  • stimata

  • desiderabile “sulla carta”

Eppure non accade niente.

La spiegazione comune è psicologica:

  • blocco

  • paura

  • difesa

  • indecisione

La spiegazione strutturale è più semplice e più scomoda:

Il presente non era vivo.

Non c’era errore.
Non c’era mancanza.
Non c’era trauma.

C’era solo una configurazione che non produceva desiderio.

Il presente è il campo che si crea quando tu e lei siete lì.

Il desiderio non cresce col tempo

Un altro mito diffuso è che il desiderio:

  • possa arrivare dopo

  • possa maturare

  • possa emergere conoscendosi meglio

Questo vale per l’affetto, per la stima, per la fiducia.
Non vale per il desiderio.

Il desiderio:

  • o nasce nel presente

  • o non è previsto da quella configurazione

Se non c’è ora, non è dormiente.
Non è nascosto.
Non è in attesa.

È semplicemente non generato.

L’errore sistemico delle relazioni contemporanee

Molti contesti relazionali funzionano così:

  • si incontrano persone

  • si costruiscono scenari

  • si aspetta che qualcosa scatti

Ma questo schema presuppone che:

  • il desiderio sia una conseguenza

  • il tempo lo faccia emergere

  • la relazione lo produca

È l’opposto.

Il desiderio precede la relazione.
Ma non come intenzione: come effetto di presenza.

Quando la presenza non c’è, la relazione tenta di compensare.
E fallisce.

Desiderio e abitabilità

Il desiderio nasce solo quando il presente è abitabile.

Abitabile significa:

  • non dover performare

  • non dover immaginare

  • non dover anticipare

  • non dover essere diversi

Se per restare serve un pensiero,
il corpo non entra.

E senza corpo, il desiderio non ha dove appoggiarsi.

Antonio Damasio, ne L’errore di Cartesio, mostra che i processi decisionali e motivazionali non nascono dal pensiero astratto, ma da stati corporei che precedono la coscienza. Quando il corpo non è coinvolto nel presente, non c’è spazio perché il desiderio emerga.

Una struttura, non una scelta

Questo non è un invito a fare qualcosa.
Non è una tecnica.
Non è un criterio morale.

È una descrizione di funzionamento.

Il desiderio non è:

  • qualcosa che si decide

  • qualcosa che si costruisce

  • qualcosa che si ottiene

È qualcosa che accade quando il presente regge.

Quando il presente non regge:

  • non c’è desiderio

  • e non c’è colpa

Solo una struttura che non lo produce.

La conseguenza inevitabile

Quando questa struttura viene vista, accade una cosa precisa:

  • si smette di forzare

  • si smette di aspettare

  • si smette di spiegare

Il desiderio non diventa più importante.
Diventa più raro.

E proprio per questo, più vero.

Il desiderio non nasce da chi hai davanti.
Nasce dal fatto che sei qui.
E se il presente non è vivo,
non c’è niente da aspettare.

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