PONTIFEX MAXIMUS

PONTIFEX MAXIMUS: DOVE VUOI PORTARE LE PERSONE?

Controbattere non nasce per dire alle persone cosa devono pensare.
Nasce per esplorare una domanda:
Quali forze stanno già influenzando il nostro modo di percepire, scegliere e vivere?

Perché spesso il problema non è ciò che vediamo.
Il problema è ciò che ci sta guidando senza che ce ne accorgiamo.

Chi costruisce una visione costruisce anche un ponte

"Non vediamo le cose come sono, le vediamo come siamo."
Anaïs Nin Seduction of the Minotaur

C'è una domanda che raramente viene posta a chi scrive, insegna, comunica o pubblica contenuti.

È una domanda semplice.

Ma può cambiare completamente il modo di osservare una persona.

La domanda è:

Dove vuoi portare le persone?

Non cosa pensi.

Non quali idee difendi.

Non quali argomenti critichi.

Ma dove stai portando chi ti ascolta.

Perché ogni comunicazione costruisce un ponte.

Ogni articolo.
Ogni video.
Ogni libro.
Ogni post sui social.
Ogni conversazione.

Anche chi afferma di non voler influenzare nessuno, in realtà sta costruendo una direzione.

La vera differenza non è tra chi influenza e chi non influenza.

La differenza è tra chi sa dove sta portando le persone e chi non lo sa.

Il significato nascosto del ponte

Nell'antica Roma il titolo di Pontifex Maximus viene spesso associato all'idea del "costruttore di ponti".

Indipendentemente dalle interpretazioni storiche, l'immagine del ponte conserva ancora oggi una straordinaria forza simbolica.

Un ponte collega due sponde.

Da una parte c'è una condizione presente.

Dall'altra una possibilità futura.

Un ponte collega:

  • ignoranza e conoscenza;
  • paura e comprensione;
  • confusione e chiarezza;
  • reazione automatica e scelta consapevole.

Per questo motivo ogni visione autentica è anche un ponte.

Chi possiede una visione non si limita a descrivere il mondo.

Costruisce una direzione.

"Finché non renderai conscio l'inconscio, esso guiderà la tua vita e tu lo chiamerai destino."
Carl Gustav Jung  Aion: Ricerche sul simbolismo del Sé

Le forze invisibili che guidano la nostra vita

Molte persone credono di essere guidate esclusivamente dalle proprie decisioni razionali.
Eppure, osservando attentamente, emergono forze che agiscono spesso lontano dalla consapevolezza.

Quando parliamo di forze invisibili non ci riferiamo a entità misteriose o soprannaturali.
Parliamo di fenomeni che ogni essere umano può osservare nella propria esperienza quotidiana.

Paura.
Bisogno di approvazione.
Vergogna.
Abitudini.
Convinzioni.
Ricordi.
Desideri.
Emozioni.

Queste forze invisibili influenzano il modo in cui percepiamo il mondo.

Una persona può rinunciare a un'opportunità non perché sia incapace, ma perché una paura invisibile sta guidando le sue scelte.

Può evitare una relazione.

Può nascondere il proprio talento.

Può rinunciare a un progetto.

Può adattarsi a una situazione che non desidera realmente.

E spesso attribuisce la causa agli eventi esterni, senza vedere ciò che si sta muovendo dentro di sé.

Vedere prima di cambiare

La maggior parte dei percorsi di crescita personale promette trasformazione.

Ma esiste una domanda che viene prima di ogni cambiamento.

Come faccio a cambiare qualcosa che non riesco nemmeno a vedere?

Se una forza rimane invisibile, continuerà a produrre effetti.

Per questo motivo il primo passo non è trasformare.

Il primo passo è vedere.

Vedere la paura.
Vedere il bisogno.
Vedere il desiderio.
Vedere il modo in cui interpretiamo gli eventi.

Solo ciò che diventa visibile può entrare in un rapporto diverso con noi.

"Ciò che conosciamo è una goccia. Ciò che ignoriamo è un oceano."
Isaac Newton Galileo e Newton a confronto

Dove vogliamo portare le persone?

Questa è la domanda che ha dato origine a molte riflessioni pubblicate su Controbattere.

Non vogliamo portare le persone verso una nuova ideologia.

Non vogliamo sostituire un'autorità con un'altra.

Non vogliamo creare seguaci.

L'obiettivo è più semplice e, forse, più difficile.

Aiutare le persone a vedere le forze invisibili che stanno già guidando la loro vita.

Perché quando qualcosa diventa visibile accade una trasformazione fondamentale.

La persona non è più completamente identificata con quella forza.

Inizia a osservarla.
Inizia a comprenderla.
Inizia a scegliere.

"L'occhio vede soltanto ciò che la mente è preparata a comprendere."

Henri Bergson
Il pensiero e il movimento

Il ponte più importante

Forse il ponte più importante non collega due città.

Non collega due territori.

Non collega nemmeno due idee.

Collega ciò che crediamo di essere con ciò che possiamo iniziare a vedere.

Per questo motivo la domanda "Dove vuoi portare le persone?" continua a essere una delle più importanti.

Perché ogni visione costruisce una direzione.

Ogni direzione costruisce un ponte.

E ogni ponte, prima o poi, conduce da qualche parte.

La domanda è:
verso cosa?

Le persone credono di vedere la realtà.
In realtà vedono soltanto la parte della realtà che sono preparate a riconoscere.

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