Il Cristiano come Dispositivo di Manipolazione
“Il soggetto ideale del potere totalitario non è il fanatico convinto,
ma l’uomo per il quale la distinzione tra vero e falso
e tra giusto e ingiusto non esiste più.”
— Hannah Arendt, Le origini del totalitarismo
Premessa necessaria (strutturale, non ideologica)
Quando in questo testo si usa il termine “cristiano”, non si fa riferimento alla fede individuale, né alla spiritualità personale.
Il riferimento è strutturale ed etimologico:
“cristiano” come figura storica dell’obbedienza, della povertà di spirito, della rinuncia alla responsabilità del pensiero in cambio di salvezza, appartenenza o protezione.
È il cristiano come dispositivo culturale, non come credente.
Colui che:
-
non pensa perché crede,
-
non sceglie perché obbedisce,
-
non sente perché delega.
In questo senso, il “cristiano” non è una persona, ma una funzione del potere:
l’uomo che rinuncia alla propria sovranità interiore e la consegna a un’autorità esterna — religiosa, politica, mediatica o carismatica che sia.
Che cos’è, in sostanza
È una tecnica di legame per tensione, non per incontro.
Non nasce per far crescere una relazione,
ma per impedire che si chiuda.
Il cristiano–manipolatore non vuole scelta,
vuole dipendenza.
Le tre leve del legame cristiano
1 - Presenza intermittente
→ “ci sono / non ci sono”
→ “parlo / non posso parlare”
Il sistema nervoso dell’altro resta agganciato perché non può chiudere il ciclo.
L’assenza non è reale distanza,
è assenza strategica.
Non produce spazio.
Produce attesa.
2 - Segreto evocato ma mai risolto
→ “so cose”
→ “ci sarebbe di più”
→ “non posso dirlo ora”
Il cristiano non consegna mai la verità.
Consegna l’idea che esista.
La mente dell’altro lavora al posto suo.
Non dà contenuto: crea sospensione.
Il segreto non serve a rivelare.
Serve a legare.
3 - Minaccia simbolica di perdita o rivelazione
→ “se mi fermano…”
→ “se non capisci…”
→ “se te ne vai, perderai qualcosa”
Non è violenza esplicita.
È instabilità controllata.
Il messaggio implicito è sempre lo stesso:
senza di me, perdi senso.
Questo tipo di legame funziona?
Sì.
Ma non è un legame umano.
Funziona come una corda elastica:
più tira, più fa male.
Perché nelle relazioni è pericoloso
Perché non costruisce desiderio,
costruisce dipendenza emotiva.
La persona non resta perché sceglie.
Resta perché non riesce a orientarsi.
Perché qualcosa è sempre in sospeso.
È lo stesso meccanismo che trovi:
-
nelle relazioni tossiche
-
nel love bombing seguito dal ritiro
-
nei giochi di potere travestiti da profondità
-
nei leader che alternano persecuzione e onnipotenza
Il cristiano non seduce.
Tiene in ostaggio.
Il cristiano e il potere
Il cristiano non regge la libertà dell’altro.
Per questo la chiama:
-
superficialità
-
immaturità
-
incapacità di capire
-
mancanza di profondità
Chi se ne va non è libero:
è colpevole.
La colpa è il vero collante del cristianesimo manipolativo.
Molto più efficace del piacere.
Molto più stabile del desiderio.
Perché questa figura è sempre la stessa
Cambia il contesto:
-
religione
-
media
-
politica
-
relazioni
-
“denuncia”
-
“verità scomode”
Ma la struttura è identica.
Il cristiano:
-
si pone come autorità morale
-
parla di sacrificio
-
invoca un nemico
-
promette una rivelazione futura
-
chiede fedeltà presente
È obbedienza travestita da intensità.
AP – Apprendisti Seduttori: l’opposto strutturale
AP non lavora sulla tensione.
Lavora sulla presenza che regge.
-
nessun segreto sospeso
-
nessuna colpa
-
nessuna promessa futura
-
nessuna salvezza da concedere
Se non resti, va bene così.
Se resti, è perché vuoi.
AP non chiede di credere.
Chiede di sentire se regge.
La linea invalicabile
Il cristiano dice:
“Se non resti, significa che non hai capito.”
AP dice:
“Se non resti, significa che non era.”
Questa non è una differenza morale.
È una differenza biologica, relazionale, politica.
Rifletti
Il problema non è il personaggio.
Il problema è la struttura che lo rende possibile.
Finché il cristiano continuerà a essere scambiato per carisma,
la manipolazione sembrerà profondità
e la dipendenza verrà chiamata amore, verità o coscienza.
Controbattere non serve a opporsi a qualcuno.
Serve a non farsi legare.
Perché la libertà non nasce dalla rivelazione,
ma dalla presenza che non ha bisogno di trattenere nessuno.
“L’uomo è libero solo nella misura in cui comprende
le cause che lo determinano.
Chi obbedisce senza comprendere
non è devoto: è schiavo.”
— Baruch Spinoza, Trattato teologico-politico
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