Quando l’Allarme Esce dal Comando
Controbattere nasce per dire questo:
quando l’allarme esce dal comando, molti problemi semplicemente cessano di esistere.
Questo testo non nasce per spiegare, convincere o curare nessuno. Nasce per rendere dicibile uno stato reale, che molte persone hanno vissuto almeno una volta nella vita, ma che raramente viene riconosciuto per ciò che è.
Non è uno stato mistico. Non è una tecnica. Non è un risultato da ottenere.
È una condizione di funzionamento.
Il problema non è la paura, è chi comanda
La paura, in sé, non è un nemico. È un meccanismo biologico di protezione.
Il problema nasce quando la paura occupa stabilmente il comando. Quando diventa il criterio con cui il corpo:
anticipa il mondo
interpreta gli stimoli
decide come stare
In quello stato, tutto viene letto come potenzialmente pericoloso:
uno sguardo
una parola
un silenzio
il proprio stesso corpo
Non perché lo sia davvero. Ma perché l’allarme è sempre acceso.
Stephen W. Porges – The Polyvagal Theory
Mostra come il sistema nervoso smetta di attivare l’allarme quando percepisce sicurezza, senza bisogno di controllo cosciente.
Ci sono stati in cui l’allarme si spegne
Non per volontà. Non per ragionamento. Non per controllo.
Succede quando accade una cosa precisa:
la corteccia smette di comandare e i sistemi più antichi tornano a regolarsi da soli.
In quei momenti:
il corpo non anticipa
la mente non interpreta
il futuro non pesa
E accade qualcosa di semplice e radicale:
la paura non ha più una funzione.
Non viene combattuta. Non viene gestita.
Semplicemente non serve più.
È qui che molti problemi smettono di esistere
Fobie. Imbarazzi. Reazioni automatiche. Sintomi che sembravano identità.
Non perché vengano “risolti”, ma perché perdono il loro terreno di attivazione.
Un riflesso esiste solo finché serve. Quando il sistema registra che non c’è pericolo reale, quel riflesso non viene più richiamato.
Non gradualmente. Non con fatica.
Subito.
Perché parlare non basta
Parlare lavora sulla spiegazione.
Ma molti problemi non sono errori di pensiero. Sono circuiti di allarme.
E un circuito non si spegne perché lo capisci. Si spegne quando:
cambia lo stato
cambia il comando
cambia la condizione di base
Ecco perché si può parlare per anni senza concludere nulla. E perché, a volte, pochi istanti di uno stato corretto cambiano tutto.
António Damásio – L’errore di Cartesio
Dimostra che mente ed emozioni sono processi corporei: capire non basta se lo stato biologico non cambia.
Padronanza non significa controllo
Questo è un punto cruciale.
Non si tratta di perdere il controllo. Si tratta di saper sospendere il controllo.
Solo chi è padrone di sé può permettersi di non intervenire.
Chi non lo è:
si dissocia
si suggestiona
si aggrappa alle spiegazioni
Chi lo è:
resta presente
non forza
può entrare e uscire dallo stato
Le forze di regolazione profonda non si lasciano usare. Si lasciano operare solo quando il campo è stabile.
Thomas Lewis, Fari Amini, Richard Lannon – A General Theory of Love
Descrive come i circuiti emotivi profondi si regolano solo quando il sistema smette di difendersi.
Le forze di guarigione non sono un’idea
Non sono spirituali. Non sono simboliche.
Sono biologiche. Evolutive. Incarnate.
Sono le stesse forze che:
cicatrizzano una ferita
riorganizzano un sistema
riportano equilibrio quando non vengono ostacolate
La certezza non è:
“guarirò tutto”
La certezza è:
il sistema sa guarire quando non viene sabotato.
Perché Controbattere esiste
Questo progetto non nasce per insegnare. Nasce per cambiare il linguaggio.
Perché il linguaggio dominante:
moltiplica i problemi
li trasforma in identità
li mantiene vivi parlandone
Controbattere fa l’opposto:
Non combattiamo i problemi. Mostriamo cosa accade quando il sistema smette di difendersi.
Non una promessa, ma un riferimento
Questo stato non va inseguito. Non va replicato. Non va venduto.
Va riconosciuto.
Chi lo ha vissuto anche solo per pochi secondi sa che esiste. E sapere che esiste cambia tutto.
Non perché elimina le difficoltà. Ma perché toglie loro il potere di governare la vita.
Qui non si promette nulla
Qui non si promette guarigione. Qui non si offrono soluzioni.
Qui si tenta una cosa diversa: ridare voce a un linguaggio reale, antico e poco visibile, che molti conoscono, ma che viene tenuto ai margini, discusso solo in cerchie chiuse o contesti esclusivi.
Non perché sia pericoloso. Ma perché non è controllabile.
Questo spazio non parla di uno stato come eccezione. Lavora perché quel linguaggio torni al centro, come esperienza possibile, nominabile, condivisibile.
Il resto è rumore.
“Esiste uno stato in cui la paura non comanda.
In quello stato il corpo smette di difendersi dal mondo e torna a regolarsi da sé.
Non perché tutto sia risolto, ma perché l’allarme non governa più le scelte, le percezioni, il movimento.
Quando la paura esce dal comando, molte cose che chiamavamo problemi perdono semplicemente la loro funzione.”
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