Il Leccaculismo del Lusso: Le Donne Che Celebrano L'Uomo Vero Credono Davvero a Ciò Che Dicono?
“Gli uomini veri fanno impazzire le donne… sono stati creati per proteggere e sostenere…”
Così ha detto una donna, bella e in un contesto di lusso, mentre veniva applaudita da chi vedeva in quelle parole una sorta di verità eterna. Ma davvero basta dire frasi ad effetto per dimostrare di credere nell’uomo?
Il teatro del consenso
Ci sono frasi che nascono non per illuminare, ma per accarezzare. Non per svelare una verità, ma per ottenere approvazione. In ambienti raffinati, davanti a platee attente, una donna che pronuncia parole come “gli uomini veri sono più stabili, proteggono, sostengono” sa già che conquisterà simpatie immediate. È il teatro del consenso, un applauso facile, un gioco di ruolo che non richiede alcuna prova pratica.
È qui che il discorso si piega: perché parlare di “uomini veri” non significa saperli riconoscere, né tantomeno saperci stare accanto. Lo stesso meccanismo che Nuccio Ordine ha denunciato in “L’utilità dell’inutile”: viviamo in un tempo in cui si premia ciò che compiace e non ciò che costruisce.
La differenza tra elogio e realtà
Un uomo non si sente “vero” perché una donna lo proclama tale con voce dolce e un abito elegante. Un uomo si sente riconosciuto quando viene rispettato nei fatti: nelle scelte quotidiane, nei momenti difficili, quando non c’è pubblico né luci.
Chi pronuncia questi elogi, spesso, non sa nemmeno cosa significhi davvero stare accanto a un uomo nel bisogno. Perché la prova non è nei complimenti, ma nella reciprocità concreta: esserci quando l’altro cade, non solo quando splende.
In questo, Claudio Simeoni con “La stregoneria raccontata dagli stregoni” ricorda che la vita non è fatta di ruoli recitati, ma di adattamenti reali, di forze che si incontrano e si trasformano.
Il leccaculismo travestito da verità
Chiamiamolo con il suo nome: leccaculismo.
Un atteggiamento che non nasce da stima autentica, ma da calcolo. È l’arte di dire ciò che l’altro vuole sentirsi dire, senza rischiare nulla, senza mettersi davvero in gioco.
Il problema? È un veleno dolce. Rassicura momentaneamente, ma non costruisce nulla. È come zuccherare una bevanda amara: la bevi volentieri, ma il sapore vero rimane nascosto, e soprattutto non nutre.
Eppure, come ricorda ancora “L’utilità dell’inutile”, ciò che sembra inutile – come la verità nuda, l’autenticità – è l’unico strumento che può cambiare davvero la vita e i rapporti.
La stabilità non è questione di genere
Uno degli argomenti più gettonati in questi discorsi è quello biologico: “Gli uomini sono più stabili emotivamente, le donne attraversano 4 fasi ormonali al mese.”
È un’affermazione che mescola una verità biologica con una generalizzazione pericolosa. La stabilità non è un dono automatico del cromosoma Y. È una conquista personale, frutto di allenamento interiore, di disciplina, di consapevolezza.
Ci sono uomini fragili come vetro e donne solide come montagne. Dire il contrario serve solo a mantenere in vita vecchi cliché, mascherandoli da complimenti. Proprio come Simeoni sottolinea in “La stregoneria raccontata dagli stregoni”, la forza reale non è un dono innato, ma la capacità di adattarsi e trasformarsi, senza illusioni né dogmi.
Quando la lucidità serve davvero
La donna del discorso affermava: “Quando serve lucidità e decisione, un uomo vero c’è sempre.”
Bello a dirsi, ma quante volte, nella realtà, uomini e donne si sono trovati a sostenere da soli situazioni che avrebbero richiesto collaborazione?
La verità è che la lucidità non ha sesso. Ce l’ha chi sa svilupparla, chi affronta la vita con serietà e costanza, chi non scappa davanti alle responsabilità.
Il cuore di un uomo non si compra con le parole
“Bisogna saper entrare nel cuore di un uomo ed è solo allora che farà per te ciò che non ha mai fatto per nessuna.”Bella frase, ma quanto è autentica?
Il cuore di un uomo non si conquista con un discorso in pubblico. Non si conquista con il fascino di un vestito elegante o con la dolcezza strategica delle parole.
Si conquista con il tempo, con la coerenza, con la capacità di non tradire quando sarebbe più facile farlo.
La prova del nove: i fatti
La vera differenza la fanno i fatti.
Vuoi elogiare l’uomo vero? Bene, dimostra di essere una donna vera. Non con i proclami, ma con il rispetto quotidiano, con la responsabilità, con il coraggio di esserci anche quando non conviene.
Gli applausi del pubblico non significano nulla. È la vita privata, lontano dagli specchi e dai riflettori, a smascherare chi sei davvero.
Controbattere al “teatro del lusso”
A chi ascolta discorsi come quello, il compito è uno: controbattere.
Non lasciarsi ipnotizzare da parole che sanno di miele ma odorano di strategia.
Domandarsi: Chi parla così, sa davvero vivere quello che dice? O sta recitando un ruolo per guadagnare consensi?
La differenza tra chi ama davvero e chi compiace per convenienza è enorme: il primo costruisce, il secondo sfrutta. E chi ama davvero non lo fa con proclami da palcoscenico, ma perché conosce il valore più alto della seduzione: l’amicizia. Quella vera, che non si compra e non si svende, ma si costruisce nel tempo, passo dopo passo, come fondamento di ogni legame autentico.
Rifletti
L’uomo vero non ha bisogno di essere celebrato in un discorso di lusso.
L’uomo vero si riconosce da solo, nei suoi gesti, nella sua presenza, nella sua capacità di esserci quando il mondo trema.
E la donna vera non si limita ad applaudirlo: lo accompagna, lo sostiene, lo rispetta.
Come insegna Nuccio Ordine, in "Gli Uomini non sono isole", ciò che sembra inutile è in realtà essenziale.
Come ricorda Claudio Simeoni, anche nel potentisimo libro "Il Crogiolo dello Stregone" la vera forza è trasformazione, non recita.
Tutto il resto è solo leccaculismo da salotto.
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