Il Cervello come Specchio
Neuroni Specchio: dalla Colpa Cristiana alla Partecipazione Pagana

I neuroni specchio sono il linguaggio silenzioso con cui la vita insegna vita. Ma il potere ha sempre cercato di piegarli alla colpa.

Ogni società plasma i suoi figli molto prima che abbiano coscienza di sé. Non servono sermoni né manuali: basta guardare, ascoltare, vivere accanto. È la forza dei neuroni specchio, quelle cellule scoperte da Rizzolatti e colleghi negli anni ’90, che si attivano non solo quando agiamo, ma anche quando vediamo qualcuno agire.


Claudio Simeoni ce lo ricorda con un esempio concreto: “Se in una famiglia girano libri, il bambino imiterà quell’entusiasmo; se in casa domina il calcio, sarà il calcio ad accendere i suoi neuroni specchio. E questo non vale solo da piccoli: persino i dialetti e le inflessioni di una città finiscono per modellare il nostro modo di parlare.”

Le onde del passato ritornano sempre, sotto forme diverse. Prima furono le religioni monoteiste, poi le monarchie assolute: entrambe costruirono una cultura strampalata che piegava l’individuo alla sottomissione. Oggi, con le ricerche di Giacomo Rizzolatti e del suo staff – ricerche che hanno avuto riconoscimento mondiale per il loro impatto sulla comprensione del cervello – sappiamo che quella manipolazione non era solo politica o religiosa: era anche biologica, incisa nei neuroni specchio. Claudio Simeoni, con la Religione Pagana, ci mostra invece come liberare questo meccanismo e restituirlo alla partecipazione vitale.

Se questo meccanismo è così potente, la domanda diventa inevitabile: che cosa accade quando a dominare lo sguardo collettivo è una religione della colpa?

L’ABC della colpa cristiana

Come scrive Simeoni, nel cristianesimo non esistono innocenti: nascere significa già essere colpevoli. Il peccato originale è la pietra tombale posta sopra ogni nascita. La logica è spietata: non è chi uccide che è malvagio, ma chi muore; non è il carnefice a portare la colpa, ma la vittima, che soffre perché Dio lo ha voluto.

Ecco il paradosso del crocifisso: la sofferenza non diventa segnale di ingiustizia da eliminare, ma prova della colpa da sopportare. I neuroni specchio, che normalmente ci farebbero risuonare con la sofferenza altrui, vengono educati a leggerla come meritata. Il pianto del bambino non chiama protezione, ma ricorda che “nasci colpevole”.

Biologia piegata a dogma

I neuroni specchio sono programmati per farci partecipare alla vita dell’altro: vedo qualcuno sorridere e il mio cervello sorride con lui, vedo un gesto atletico e il mio corpo lo simula internamente.
Ma quando l’ambiente ripete in continuazione il culto del sacrificio, la croce, l’idea che “chi soffre se lo merita”, questo meccanismo biologico viene piegato.

La biologia non scompare: viene deviata. Non partecipi più alla gioia, ma impari a compatirti nella colpa. Non risuoni con la danza, ma con la prostrazione. Non imiti chi vive, ma chi si annienta.
È una forma di colonizzazione neurologica: il cervello diventa complice del dogma.

È qui che la scienza incontra la filosofia. Laddove i dogmi monoteisti pretendevano cieca obbedienza, oggi le neuroscienze mostrano che l’addestramento alla colpa è un vero e proprio condizionamento cerebrale. Rizzolatti e il suo gruppo di Parma hanno reso visibile ciò che fino a ieri era invisibile: i neuroni specchio sono la chiave con cui la cultura modella il corpo e la mente. Claudio Simeoni, con la costruzione della Religione Pagana, porta questo stesso meccanismo sul piano spirituale: liberare i neuroni specchio dalla sottomissione e restituirli alla vita.

Politica: neuroni specchio e potere

La politica lo sa da sempre. Non serve convincere con ragionamenti, basta mostrare modelli da imitare. Se la televisione trasmette per anni leader urlanti e aggressivi, i neuroni specchio della popolazione finiranno per normalizzare il linguaggio dell’odio. Se invece vedo un Mandela che resiste sorridendo, o un Pertini che si alza in piedi allo stadio esultando con il popolo, il mio cervello impara che la dignità e la passione collettiva sono possibili.

Il cristianesimo e il potere politico spesso si sono alleati proprio su questo: allenare le masse a rispecchiarsi nel sacrificio e nell’obbedienza, non nella gioia di costruire.

Sport: quando l’entusiasmo diventa vita

Lo sport è l’altra faccia della medaglia.
Un bambino che vede il padre esultare a una partita di calcio, come ricorda Simeoni, impara ad amare il calcio. Un ragazzo che osserva un campione allenarsi con dedizione non riceve solo informazioni tecniche: i suoi neuroni specchio incidono dentro di lui la disciplina, la forza, la passione.
Lo sport, quando non è prostituito al denaro, è il volto pagano dei neuroni specchio: entusiasmo che si trasmette per pura vitalità.

Ecco la differenza: nello stadio, il corpo vibra all’unisono con altri corpi; nella chiesa, il corpo si inginocchia all’unisono in colpa.

Arte: imitazione o partecipazione?

Anche l’arte è un campo di battaglia dei neuroni specchio.
Il cristianesimo ha invaso le chiese di crocifissi, martiri, sante trafitte: immagini che allenano il cervello a risuonare con la sofferenza. Il paganesimo, al contrario, ha riempito i templi e le piazze di danze, statue di atleti, corpi nudi che celebrano forza e bellezza.

Vedere un Apollo scolpito nel marmo attiva i neuroni specchio: il corpo sogna di diventare forza.
Vedere un crocifisso attiva gli stessi neuroni: il corpo impara a identificarsi nella pena.
È sempre lo stesso meccanismo, piegato a due fini opposti.

Paganesimo: neuroni specchio liberi

La Religione Pagana non anestetizza l’empatia, la lascia libera.
Vedo chi danza → danzo.
Vedo chi costruisce → imparo.
Vedo chi gode della vita → il mio corpo risuona.

Non c’è colpa, non c’è peccato, non c’è sacrificio da imitare. C’è solo la partecipazione vitale al mondo. È la religione che trasforma i neuroni specchio nella lingua della vita, non nella grammatica della sottomissione.

Riflessione

Ecco la differenza:

  • per il cristianesimo, i neuroni specchio vengono addestrati alla colpa, al sacrificio, alla normalizzazione della sofferenza;
  • per il paganesimo, sono il linguaggio con cui la vita trasmette vita, corpo a corpo, gesto dopo gesto.

La scienza ci mostra ciò che Simeoni denuncia: il dominio non si esercita solo sulle idee, ma sui meccanismi più intimi del cervello umano. Ed è lì che si decide il futuro: se allenarci a riprodurre la prostrazione di chi muore sulla croce, o la danza di chi vive sotto il sole.

Le onde del passato ci insegnano che la lotta non è nuova. Dalle monarchie assolute alle religioni monoteiste, ogni potere assoluto ha tentato di addestrare i corpi all’obbedienza e alla sofferenza. Oggi la scienza di Rizzolatti e la visione pagana di Simeoni ci offrono gli strumenti per leggere questa manipolazione e superarla: da una parte la biologia che dimostra come apprendiamo, dall’altra la filosofia che ci invita a scegliere se imitare la croce o la danza.

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