Chi sono davvero gli uomini e le donne di valore?

Chi decide cos’è il Valore?

Valore. Parola corta, gonfiata come un pallone pubblicitario che galleggia sulle piazze del mondo. Tutti la usano, nessuno la pesa. Chi decide cos’è il valore? L’uomo che costruisce imperi finanziari o la donna che, nel silenzio, sfama bambini invisibili? Trump con i suoi grattacieli e i suoi processi? Putin, che gioca con la vita dei suoi soldati come fossero pedine? Il Papa sul trono dorato che predica la povertà? O la donna cubana che ha ricostruito se stessa dalla miseria, senza telecamere, senza titoli?

E allora cos’è, questo valore? Oro che luccica o mani che tremano mentre sorreggono un bicchiere d’acqua dato a chi ha sete?

Il Valore di Facciata

Viviamo in una fiera dove il valore si misura a colpi di facciata:
– Rolex sul polso → uomo di successo.
– Borsa griffata → donna che sa farsi rispettare.
– Trono, scorta, standing ovation → uomo di valore, dicono.

È il carnevale del potere: basta apparire e il valore ti viene cucito addosso come un abito su misura. Ma sotto quell’abito spesso non c’è carne, solo manichini lucidi.

Un uomo che compra la tua attenzione non rischia niente: paga e pretende. E la società applaude, convinta che basti la cornice per rendere prezioso anche un quadro vuoto.

Il Valore Incarnato

Il valore non sta nei trofei, ma nelle cicatrici.
Non nell’applauso, ma nella solitudine di chi sceglie comunque.
Non nella facciata, ma nella sostanza che resta quando si spengono i riflettori.

Valore è rischiare se stessi, non il denaro.
È metterci la faccia, non la firma su un assegno.
È mostrarsi nudi di fronte al rifiuto, senza protezioni, senza garanzie.

Il valore si riconosce in chi resta quando tutti scappano, in chi ascolta quando il silenzio è più scomodo, in chi dà anche quando sa che non riceverà.

Chi Decide?

Chi decide cos’è il valore? Puoi deciderlo tu?
Se lo lasciamo decidere ai potenti, allora sono loro: gli oligarchi, i papi, i presidenti a vita. Se lo lasciamo decidere ai mercati, allora è il PIL, l’oro nero, il prezzo delle azioni.
Ma se ci fermiamo un istante e guardiamo dentro, capiamo che il valore non è un titolo conferito dall’alto. È un atto quotidiano, un gesto che non finisce in prima pagina, un rischio che non ha garanzie di successo.

Trump, Putin, il Papa: simboli di un valore che brilla in facciata ma scricchiola dentro.
La donna che ricostruisce se stessa dalla miseria, il volontario che regge il peso di altri corpi affamati: simboli di un valore che non avrà mai spot pubblicitari ma che plasma il mondo dal basso.

Il Valore come Pratica

Il valore non è una medaglia, ma un verbo.
Non è un’etichetta, ma un’azione.
Non è il palcoscenico, ma il laboratorio della vita vissuta.

Chi compra, non rischia nulla.
Chi ha valore, rischia se stesso: si espone, cade, perde, ma continua.
Il resto è solo rumore di fondo, marketing dei sentimenti, scenografie da salotto televisivo.

“Il valore non luccica, resiste. Non si compra, si dimostra.”

La Rivolta contro le Etichette

Forse la vera rivolta oggi è smettere di usare quella parola come adesivo. “Uomo di valore”, “donna di valore”: formule vuote, dogmi laici buoni per i titoli clickbait. Il valore non si proclama: si vive, passo dopo passo, corpo dopo corpo.

E allora lasciamo ai potenti le loro parate, i loro palazzi, i loro feticci d’oro. Noi torniamo alla nudità dei gesti. All’acqua data a chi ha sete. Alla parola detta quando tutti tacciono. Al coraggio di rischiare se stessi senza copertura assicurativa.

Perché il resto – quello che chiamiamo valore di facciata – non è altro che plastica luccicante.

Rifletti

Chi decide cos’è il valore?
Forse nessuno, forse tutti, forse solo il tempo che scava e seleziona.
Ma una cosa è certa: il valore non è possesso, non è prezzo, non è etichetta.
È rischio, è esposizione, è presenza.

E tu, che mi stai leggendo, preferisci brillare come un diamante da vetrina o resistere come una pietra sotto la tempesta?

“Non chi ha oro e potere, ma chi rischia se stesso ogni giorno. Scopri da te cosa significa davvero essere uomini e donne di valore. Se il “valore” esiste davvero, perché non si vede , dove servirebbe di più?"