I TUTTOLOGI DA BAR SANNO SEMPRE TUTTO
AL BAR SANNO TUTTO!

«La vita non esaminata non è degna di essere vissuta.»

Socrate — Apologia di Socrate, di Platone

Ho creato questa immagine partendo da una situazione che mi capita spesso di osservare. Si parla di donne e, quasi subito, qualcuno comincia a spiegare come sono fatte le donne, cosa vogliono, cosa cercano e perché scelgono un uomo invece di un altro. Lo ascolti e sembra quasi che abbia passato una vita a studiare la psicologia femminile. Poi, magari, gli chiedi come si possa conquistare una donna e la risposta arriva puntuale: servono soldi, una bella macchina, un buon lavoro, un fisico curato, sicurezza economica, status. A quel punto mi viene spontanea una domanda: ma tu che sai tutto sulle donne, perché non insegni agli uomini come conquistarle?

La cosa divertente è che basta cambiare argomento per scoprire che la stessa persona sa tutto anche del resto. Se si parla di medicina, ha la diagnosi pronta. Se si parla di politica, conosce perfettamente le cause di quello che sta succedendo e, naturalmente, anche la soluzione. Se si parla di religione, sa cosa è vero e cosa è falso. Se si passa alla scienza, sembra conoscere perfino ciò che gli scienziati non hanno ancora scoperto. Poi arrivano economia, psicologia, alimentazione, guerra, sport e chissà cos'altro. Qualunque sia l'argomento, al bar sembra esserci sempre qualcuno che ne sa più di tutti.

«Non accettare mai nulla come vero se non ne avessi una conoscenza evidente.»

René Descartes — Discorso sul metodo

E sia chiaro: avere un'opinione non è il problema. Anzi, parlare, raccontare quello che abbiamo vissuto e confrontarci con gli altri fa parte della vita. Io stesso, quando scrivo o parlo di qualcosa, non penso certo di possedere la verità definitiva. Il problema nasce quando smettiamo di distinguere tra ciò che abbiamo vissuto, ciò che pensiamo e ciò che realmente sappiamo. Una nostra esperienza diventa improvvisamente una regola per tutti; quello che è successo a noi diventa quello che necessariamente succederà agli altri.

È curioso vedere quanto facilmente accada. Un uomo racconta di essere stato lasciato da una donna e da quella storia può nascere una teoria sulle donne. Un altro ha avuto un problema con un medico e improvvisamente diventa esperto di medicina. Qualcuno ha letto un articolo sulla politica e il giorno dopo sembra avere già capito come dovrebbe essere governato un intero Paese. Non importa quanto sia complesso l'argomento: spesso abbiamo una risposta pronta prima ancora di esserci posti una domanda.

«È proprio dell'uomo istruito cercare in ogni genere di cose tanta precisione quanta ne ammette la natura dell'argomento.»

Aristotele — Etica Nicomachea, Libro I

Ed è proprio questo che trovo interessante. La certezza è molto più comoda del dubbio. Quando sono convinto di sapere come stanno le cose, non devo più cercare, ascoltare o mettere alla prova le mie idee. Posso semplicemente difenderle. Il dubbio, invece, ci costringe a fare qualcosa di molto meno comodo: ammettere che potremmo non avere capito tutto.

Forse è per questo che al bar il tuttologo funziona così bene. Non deve necessariamente conoscere davvero un argomento; deve soprattutto parlarne con sicurezza. E la sicurezza, quando viene ascoltata dagli altri, può facilmente sembrare competenza. Una frase detta con convinzione può avere un peso enorme, anche quando dietro quella convinzione non c'è una conoscenza altrettanto solida.

Per questo la mia immagine parla delle donne, ma in realtà non parla soltanto di donne. Parla di quel curioso atteggiamento umano per cui, qualunque cosa venga messa sul tavolo, qualcuno sente immediatamente il bisogno di spiegare agli altri come funziona. E forse, ogni tanto, dovremmo provare a fare una cosa molto semplice: ascoltare quella persona senza pensare immediatamente a come contraddirla e chiederle soltanto «Come fai a saperlo?»

Non è una domanda aggressiva. È una domanda che apre uno spazio. Potrebbe venir fuori una ricerca, un'esperienza interessante, una conoscenza reale. Oppure potrebbe venir fuori semplicemente «Me l'ha detto un mio amico». E già questo, qualche volta, ci permette di capire quanto peso dare a quella certezza.

«Il primo principio è che non devi ingannare te stesso, e sei la persona più facile da ingannare.»

Richard P. Feynman — Cargo Cult Science

In fondo, Controbattere non significa avere sempre una risposta migliore. Significa anche avere il coraggio di mettere alla prova le risposte che abbiamo già in testa. Perché il pensiero critico non comincia quando troviamo qualcuno da contraddire. Comincia quando siamo disposti a chiederci se ciò che crediamo di sapere lo sappiamo davvero.

E allora sì, al bar possono anche sapere tutto.

Ma forse, prima di chiedergli cosa sanno, vale la pena chiedere loro come lo sanno.

CONTROBATTERE
Riflessioni oltre il pensiero comune
Beyond Conventional Thinking

controbattere.com | @controbattere_official

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